Israele scatena un inferno senza fine su Gaza: i morti sono più di 70Tribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Israele scatena un inferno senza fine su Gaza: i morti sono più di 70

Un’orrore senza fine quello di Gaza, città martire che sta subendo ormai da tre giorni raid incessanti che colpiscono abitazioni, ospedali, strade, di giorno e di notte. A oggi il bilancio è di 73 vittime e oltre 500 feriti, tanto che Abu Mazen ha parlato di “genocidio”. E intanto Israele promette l’invasione di terra se Hamas lancerà ancora missili. 

Ancora una notte di morte, paura e bombe a Gaza dove ormai la popolazione, terrorizzata, sa che da un momento all’altro potrebbero riversarsi altre bombe dal cielo. Il bilancio, del tutto provvisorio, di tre giorni di raid sulla Striscia da parte dell’aviazione israeliana è di 73 morti e oltre 500 feriti. Il problema però è che questa volta sembra che siamo solo all’inizio dal momento che Tel Aviv sembra intenzionata ad andare fino in fondo, costi quello che costi, incurante del fatto che a ogni raid muoiono civili innocenti assieme ai militanti che Israele vorrebbe colpire. Così Israele, quasi sordo alle sofferenze del popolo palestinese, ha divulgato dati secondo cui Hamas sarebbe in possesso di circa 6000 razzi tra cui alcune decine capaci di colpire a duecento chilometri di distanza. Questo significa che per distruggere l’arsenale in possesso dei militanti palestinesi sarebbe necessaria una missione via terra, che si trasformerebbe in una invasione vera e propria. In Israele si difendono parlando di guerra vera e propria, enfatizzando i razzi che dalla Striscia vengono lanciati verso i territori israeliani, anche se quasi tutti questi razzi vengono intercettati dai superiori mezzi tecnologici e militari di Israele, anche se Gaza non dispone di una aviazione, di un esercito. Tutto questo ha indotto il presidente palestinese Abu Mazen a definire la situazione a Gaza come un “massacro e un genocidio“. Netanyahu però va avanti come un mulo e annuncia che fin quando non finirà il lancio di razzi verso Israele l’esercito israeliano continuerà a bombardare, con buona pace dei civili della Striscia, condannati a essere bombardati senza speranza di fuggire e ripararsi altrove. Sentendo Shimon Peres un brivido corre lungo la schiena: “Li abbiamo avvisati. Gli abbiamo chiesto di fermarsi  abbiamo atteso un giorno, due, tre e loro hanno continuato. Ed hanno sparso il loro fuoco su molte aeree di Israele“. Parole che suonano come una dichiarazione di intenti e che denotano una totale indifferenza nei confronti dei civili palestinesi già uccisi dalle bombe. “Gli eventi di queste ore non sono una guerra contro Hamas, ma una guerra contro il popolo palestinese. Partita da Hebron, passata a Shufat e adesso a Gaza“, ha attaccato Abu Mazen, facendo un chiaro riferimento alle operazioni israeliane in Cisgiordania dopo il rapimento e l’uccisione dei tre ragazzi israeliani e del ragazzo palestinese arso vivo da alcuni estremisti ebrei. In tutto questo i media occidentali sembrano quasi giustificare l’uso della forza di Israele alla luce dei razzi che vengono lanciati da Gaza verso territori israeliani, e sicuramente sbagliano i militanti palestinesi che effettuano i lanci, ma non è possibile non vedere la gigantesca disparità di mezzi tra palestinesi e israeliani e non ci convince il fatto che Israele si stia semplicemente difendendo. Difendersi bombardando una città densamente abitata, opiniamo, ci sembra un ossimoro.

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