Israele: Ministro della Difesa Ya'alon teme l'Iran più dell'IsisTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Israele: Ministro della Difesa Ya’alon teme l’Iran più dell’Isis

Il ministro della Difesa israeliano Moshe Ya’alon ha detto di ritenere che l’Iran rappresenti una minaccia più grande per Israele dello Stato Islamico e che se Assad dovesse cadere Israele preferirebbe che la Siria finisse sotto controllo dell’Isis piuttosto che di un governo filoiraniano. Lo ha dichiarato all’autorevole quotidiano The Times of Israel.

Il ministro della Difesa israeliano Moshe Ya’alon ha con le sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano The Times of Israel di avere le idee molto ma molto chiare circa la situazione in Medio Oriente. Secondo Ya’alon infatti sarebbe da auspicarsi che in Siria dopo Assad si insedi il controllo dello Stato Islamico piuttosto che un governo amico nei confronti dell’Iran. Parole molto forti che però il ministro ha pronunciato senza il minimo problema: “In Siria se la scelta è tra l’Iran e lo Stato Islamico, io scelgo lo Stato Islamico. Loro non hanno le capacitò che ha l’Iran”, ha detto nel corso di una conferenza organizzata presso l’Istituto della Sicurezza Nazionale a Tel Aviv. Israele infatti ritiene l’Iran e i suoi alleati regionali come Hezbollah la minaccia prioritaria, questo nonostante le truppe del Califfo abbiano ucciso migliaia e migliaia di civili innocenti negli ultimi due anni.

Ya’alon ha anche accusato l’Iran di voler ingerire negli affari interni della Siria, ma non ha detto una parola sulle ingerenze provate anche di altri paesi come Arabia Saudita, Qatar e Turchia, oltre che dello stesso Israele che ha colpito più volte con attacchi aerei degli obiettivi in territorio siriano con la scusa di voler colpire Hezbollah, violando però de facto la sovranità della Siria. Dalle parole del ministro però si vede come la priorità per Israele sia affrontare il problema in Siria solo dal proprio punto di vista, non a caso il timore è quello di una possibile egemonia iraniana mentre nessuno sembra interrogarsi sulla sorte che toccherebbe a milioni di civili in Siria se Assad dovesse cadere e dovesse instaurarsi un Califfato a Damasco. Tutto questo nonostante Teheran abbia deciso di rinunciare al proprio programma nucleare per usi militari in consonanza con la comunità internazionale, che infatti ha deciso di rimuovere le sanzioni contro l’economia della Repubblica Islamica.

Photo Credit 

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top