Israele. Uno zoom sulla Lista Comune, terza forza del PaeseTribuno del Popolo
venerdì , 24 novembre 2017
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Israele. Uno zoom sulla Lista Comune, terza forza del Paese

Dopo le elezioni israeliane terminate con la vittoria del Likud di Netanyahu la destra sorride, ma può sorridere anche la “Lista Comune”, una coalizione di sinistra tra partiti arabi e Hadash, il fronte unito comune a guida comunista, che è diventata la terza forza elettorale di Israele.

Non solo la vittoria di Netanyahu. Il quadro delle elezioni israeliane offre uno scenario variegato che conferma il potere di “Bibi” Netanyahu ma mostra anche alcune sorprese, vedi l’affermazione importante della “Lista Comune”, ovvero una coalizione di sinistra di impostazione marxista con Hadash, il fronte unito guidato dal Partito Comunista di Israele, e alcuni partiti arabi eterogenei tra di loro. La Lista Comune ha ottenuto qualcosa come l’11% dei voti e ben 14 seggi, ovvero tre in più rispetto alle elezioni del 2013. Il leader di Hadash, Aiman Odeh, che è anche colui che ci ha messo la faccia per la Lista Comune, è giustamente soddisfatto e la sua speranza è quello di riuscire a determinare in qualche modo le scelte del governo anche se sarà molto difficile dal momento che il Likud è determinato ad andare avanti a destra dopo aver ottenuto la conferma elettorale. Nonostante in molti abbiano criticato la scelta della Lista Comune di presentarsi alle elezioni, accusandolo in questo modo di “legittimare” Israele, il Partito Comunista di Israele può dirsi soddisfatto ancor più che porterà nella Knesset ben cinque deputati, ovvero uno in più rispetto al passato. Insomma la Lista Comune nel suo insieme sarà la terza forza di Israele, un segnale del fatto che nella società esiste una domanda di alternativa. “Oggi stiamo dando la nostra risposta al razzismo e a chi vuole escluderci”, ha detto il leader della Lista Comune, Ayman Odeh. “Disponendo di 14 deputati saremo in grado di influenzare il processo decisionale; nessuno potrà operare senza la terza forza in parlamento”. Del resto l’affluenza della popolazione araba alle urne aveva spaventato persino Netanyahu che ha lanciato un appello per invitare tutti ad andare a votare Likud: “Le sorti della destra sono in pericolo. Gli elettori arabi stanno andando in massa alle urne”. Chiaramente questo messaggio del premier israeliano aveva scatenato aspre polemiche e persino una accusa di razzismo da parte del parlamentare di Hadash Dov Khenin: “Un primo ministro che fa campagna contro il voto dei cittadini appartenenti ad una minoranza etnica sta oltrepassando la linea rossa dell’incitamento all’odio e al razzismo”. Likud avrebbe bombardato di messaggi telefonici ed sms gli elettori per andare a votare e contrastare l’affluenza degli arabi al mattino, e questo secondo Hadash avrebbe dissuaso molti cittadini dall’andare a votare. In questo senso Khenin si era anche rivolto alla Commissione Centrale elettorale perché costringesse il Likud a interrompere immediatamente la diffusione di tali messaggi, peraltro continuati anche nel giorno stesso delle elezioni.

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