Israele. Via libera a 1800 nuovi alloggi in CisgiordaniaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Israele. Via libera a 1800 nuovi alloggi in Cisgiordania

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz il premier di Israele Netanyahu avrebbe scongelato nuovi progetti di costruzione per altri 1800 alloggi in colonie ebraiche cisgiordane. Una misura che potrebbe alzare nuovamente la tensione in Medio Oriente. 

Benyamin Netanyahu ha preso la controversa decisione di scongelare i progetti per la costruzione di 1800 nuovi alloggi in colonie ebraiche cisgiordane. A rivelarlo il quotidiano israeliano Haaretz, che ha anche ammesso che tali progetti andranno ad aggiungersi agli appalti di ulteriori 1500 alloggi a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Una risposta chiara del governo di Tel Aviv a quello che sta accadendo tra i palestinesi, dove dopo mesi si era arrivati alla formazione di un nuovo governo nazionale sostenuto anche da Hamas. Una risposta netta che rischia di provocare una escalation e di riportare la tensione e la guerra dove invece lentamente si cercava di imbastire dialogo. Secondo molti inoltre quella di Netanyahu sarebbe stata una mossa sconsiderata. La pensa così anche il ministro della Giustizia Tzipi Livni che ha chiaramente detto di ritenere che si tratti di un “errore diplomatico”. “Questo errore  ci rendera’ piu’ difficile mobilitare la comunita’ internazionale contro Hamas“, ha ammesso la Livni, accusando così Netanyahu e il ministro delle Politiche abitative Ariel di aver preso una iniziativa  punitiva per gli stessi cittadini di Israele“. Non è tardata la reazione palestinese dell’Olp che ha annunciato di voler ricorrere al Consiglio di sicurezza e all’Assemblea generale delle Nazioni Unite contro l’intenzione di Israele di costruire altri alloggi in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Quest’azione è il mezzo necessario per porre un freno a queste gravi violazioni e mettere Israele davanti alle proprie responsabilità“, ha affermato il membro del comitato esecutivo dell’Olp Hanna Ashrawi, come riportato da Ansamed. Insomma secondo molti siamo di fronte a un nuovo tentativo di Israele di portare avanti la sua politica mirante a togliere più terra possibile ai palestinesi, al punto che le autorità palestinesi parlano chiaramente di tentativo di “pulizia etnica”. Anche per questo l’Olp ha ufficialmente chiesto alla comunità internazionale di “bandire i prodotti delle colonie e di non finanziare le imprese coinvolte direttamente o indirettamente nell’occupazione israeliana”.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/jewishagencyforisrael/4380023516/”>The Jewish Agency for Israel</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

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