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sabato , 23 settembre 2017
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Israele. Vince il Centro, deluso Netanyahu

Le elezioni in Israele hanno visto l’alleanza di destra sfiorare la maggioranza e ottenere 60 seggi su 120. Flessione per la destra di Netanyahu e Lieberman, bene il partito centrista Yesh Atid. Crescono anche estrema destra e i comunisti di Hadash. 

netanyahu

In Israele sono stati resi noti i risultati delle elezioni per il rinnovo della Knesset, il parlamento israeliano. Vittoria di Pirro per la destra di Benjamin Netanyahu e Avigdor Lieberman, che pur avendo il primo partito del Paese hanno visto vistosamente scendere le proprie percentuali a vantaggio dei centristi e dell’estrema destra. La coalizione conservatrice infatti non ha ottenuto la maggioranza, fermandosi a 60 seggi su 120. La lista di Netanyahu ha ottenuto infatti solo 31 seggi, anche se questo non dovrebbe impedire al premier attuale di venire riconfermato premier per la terza volta, ma questa volta con davvero poco margine di manovra. Il primo partito comunque resta quello dell’alleanza Likud-Yisrael Beitenu  da lui guidato, che però ha perso ben 11 seggi rispetto alle scorse elezioni. Il vero vincitore delle elezioni è il partito centrista Yesh Atid (C’è un futuro), guidato dall’ex commentatore televisivo Yair Lapid, il più accreditato a formare un nuovo governo con il Likud. In leggera ripresa i laburisti di Shelly Yachimovich con 15 seggi, e purtroppo anche l’estrema destra più retriva di Naftali Bennet con il suo “Focolare ebraico”, con 11 seggi. Bene anche l’estrema sinistra del Meretz con 6 seggi, i comunisti di Hadash con 4 seggi, e i centristi di Hatunah, il partito dell’ex ministro degli Esteri Tzipi Livni, con 6 seggi. Delusione per Kadima che non è andato oltre due miseri seggi. Successo anche per la destra religiosa di Shas, con 11 deputati.

Dopo la vittoria Netanyahu ha ringraziato gli elettori per averlo confermato premier e ha promesso di provare a realizzare una coalizione la più ampia possibile. Al primo posto della sua agenda di governo però, rimane il tentativo di impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Una ossessione quella dell’Iran che si accompagna a quella della situazione economica. Intanto se la ride Yair Lapid, leader centrista che ha fondato il suo partito da meno di un anno. Uno dei suoi obiettivi è quello di riaprire il dialogo con i palestinesi per raggiungere la soluzione “due popoli, due stati”, impegnandosi però a conservare tutte le colonie in Cisgiordania. Preoccupa la crescita dell’estrema destra reazionaria, che propugna invece di utilizzare la forza militare contro i palestinesi.

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