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venerdì , 21 luglio 2017
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Israele. Violate le leggi di guerra a Gaza

Israele ha attaccato giornalisti e media centers a Gaza durante le operazioni militari dell’ultimo mese, violando in questo modo le leggi di guerra. Lo ha sottolineato Human Rights Watch.

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Nel corso degli attacchi di Israele contro la Striscia di Gaza del mese scorso, secondo Human Rights Watch, le forze armate israeliane avrebbero violato le leggi di guerra. Due cameraman palestinesi infatti sono stati uccisi e almeno dieci tecnici che lavoravano nel campo dei media sono stati gravemente feriti nel corso del conflitto. Come se non bastasse sono state danneggiate in modo grave anche quattro strutture dedicate ai media e quattro compagnie private, e nel corso dei bombardamenti ha trovato la morte proprio sotto gli edifici colpiti anche un bambino di due anni. Anticipando le probabili giustificazioni da parte israeliana inoltre, HRW ha reso noto che non ci sarebbe alcuna prova che i giornalisti uccisi e gli edifici colpiti potessero essere dei bersagli validi. Tel Aviv infatti si è giustificata sostenendo che il suo governo avrebbe ordinato l’attacco contro bersagli belligeranti impegnati in combattimento, sostenendo che i due cameramen sarebbero  stati militanti di Hamas, e che gli edifici colpiti sarebbero stati adibiti a comunicazioni belliche. Il gruppo di diritti umani di New York, al contrario, sostiene che le persone uccise e ferite non sarebbero state affatto bersagli militari. La cosa preoccupante è che per Tel Aviv un giornalista che supporta Hamas utilizzando solo penna e tastiera, sarebbe da equipararsi a un terrorista tout court, questo è logicamente inaccettabile e ha scatenato lo sdegno di associazioni di diritti umani di mezzo mondo. Secondo la legge internazionale insomma, i giornalisti e i lavoratori nel settore mediatico sono considerati civili e sono soprattutto immuni da attacchi fin quando non prendono direttamente parte a combattimenti. Sostanzialmente una stazione radio diventerebbe un bersaglio da colpire con missili unicamente se fosse prima stata coinvolta direttamente in operazione di guerra, come trasmettere ordini a truppe combattenti. Mandare messaggi di supporto a un’organizzazione non sarebbe sufficiente a giustificare un attacco bellico.  Secondo HRW quindi, i giornalisti di Hamas sarebbero stati protetti dalle leggi di guerra, e Israele non sarebbe riuscito a proporre prove sufficienti a dimostrare che fossero in realtà terroristi attivi in operazioni militari o terroristiche.

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