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giovedì , 25 maggio 2017
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Italia al collasso. Rapporto Caritas sui nuovi poveri è agghiacciante

Fa venire i brividi lungo la schiena il nuovo rapporto Caritas sui nuovi poveri. Negli ultimi tre anni di crisi economica secondo il rapporto ci sarebbe stata un’impennata di italiani che si sono rivolti ai Centri Caritas. Anziani, pensionati e casalinghe quelli più in difficoltà.

L’Italia è ormai al collasso. Non è allarmismo e non è nemmeno catastrofismo o disfattismo, ma solo l’interpretazione dei dati dell’ultimo rapporto della Caritas sui nuovi poveri. I giovani sono senza lavoro, non riescono a creare famiglia e vivono sempre più a casa coi genitori, spesso pensionati. E sono proprio i pensionati (+65,6%), le casalinghe (+177,8%) e gli anziani  (+51,3%), quelli maggiormente in difficoltà che si sono rivolti ai centri Caritas nel territorio. Una vera e propria impennata che ci parla di un forte disagio, come peraltro è possibile verificare consultando il Rapporto povertà 2012 della Caritas Italiana.  Secondo la Caritas vi sarebbe una evidente incapacità dell’attuale sistema di welfare a farsi carico delle nuove forme di povertà, delle nuove emergenze sociali derivanti dalla crisi economico-finanziaria. E come dare loro torto dal momento che Monti, Fornero e gli altri tecnici hanno mostrato una agghiacciante freddezza nei confronti dei problemi dei poveri e dei deboli in generale.Il Rapporto, che per la prima volta quest’anno è stato realizzato interamente dalla Caritas senza il supporto tecnico-scientifico della Fondazione Zancan, si basa essenzialmente sulle persone che nel corso del 2011 – e per alcuni aspetti anche nei primi sei mesi del 2012 – si sono rivolte ai Centri di ascolto promossi dalle Caritas diocesane italiane che hanno aderito alla rete di rilevazione online avviata da Caritas Italiana, 191 su un totale di 2.832. A livello complessivo, si conferma la presenza di una quota maggioritaria di stranieri rispetto agli italiani (70,7% contro 28,9% nel 2011), ma questi ultimi sono aumentati in misura esponenziale negli ultimi due anni (nel 2009 erano il 23,1%) e del 15,2% tra il 2011 e i primi sei mesi del 2012, quando hanno raggiunto il 33,3%.Così, mentre i soldi per gli F-35 si trovano senza particolari problemi, trovare anche solo un milione di euro per aiutare le persone davvero in difficoltà non rientra tra le priorità del governo. Aiutare i poveri NON RENDE, non fa aumentare il Pil. Meglio non fare nulla, e aspettare che la natura faccia il suo corso. Anche questo è il neoliberismo dei bocconiani.

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