Italia. C'è la crisi? Non per le spese militari: 12 miliardi per gli F-35 | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Italia. C’è la crisi? Non per le spese militari: 12 miliardi per gli F-35

Il “Fatto Quotidiano” di oggi ha pubblicato una interessante inchiesta sui costi della Difesa. Il suo contenuto è inquietante:  750 milioni di dollari per due Gulfstream 5 e ben 12 milioni di euro per gli ormai celeberrimi F-35. In tempi di crisi come questi sembra oggettivamente incomprensibile la scelta di non tagliare le spese militari.

“Mala tempora currunt”, ma non per le spese della Difesa italiane. Mentre infatti operai, giovani e pensionati iniziano a conoscere la frustrazione della crisi e faticano ad arrivare a fine mese, l’Italia continua a investire nel settore militare, spendendo milioni di euro. Stiamo parlando dell’inchiesta pubblicata oggi da “Il Fatto Quotidiano” sulle spese della Difesa un’inchiesta che non mancherà di scatenare un vespaio di comprensibili polemiche.  Davvero il nostro Paese non poteva rinunciare ai due Gulfstream 5, superjet che costano la bellezza di 750 milioni di dollari l’uno?. Il bello è che anche all’interno dell’esercito italiano ci saranno tagli. Lo ha deciso il governo che nei prossimi giorni potrebbe mandare a casa migliaia di soldati, avieri dell’Aeronautica inclusi. Soldati a casa dunque, ma grandi acquisti in arrivo. Ne sa qualcosa il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, che ha programmato altre spese “estive” come l’acquisto, per oltre 12 miliardi di euro, di 90 esemplari di F35 Lockheed Martin, gli aerei più costosi della storia dell’aviazione. Degli F-35 si era fatto un gran parlare anche in passato, al punto che persino il Parlamento ha esitato fino a questo momento a dare il suo assenso per via dell’onere finanziario previsto.  Ma l’inchiesta de “Il Fatto Quotidiano” va anche nel dettaglio: “Il nuovo regime ha colto in pieno lo scopo: da novembre alla fine di giugno i voli autorizzati sono stati circa 200, a prima vista tanti, ma molti, molti meno rispetto a prima, con una riduzione di oltre il 37 per cento e un risparmio di 5,2 milioni di euro, secondo fonti governative. La riduzione è stata così drastica che ora c’è addirittura chi teme possa risultare eccessiva e controproducente rendendo necessario un surplus di manutenzione per evitare che l’inattività forzata possa trasformare in fretta quei velivoli in ferrivecchi. E c’è chi prevede che per il basso numero di ore volate, i 5 piloti e i 10 tra tecnici ed assistenti del 31esimo Stormo possano addirittura essere costretti a fastidiose verifiche periodiche con l’Enac, l’ente nazionale dei voli, per mantenere aggiornati i brevetti“. E’ questo dunque il contesto entro cui si inserisce l’acquisto dei due Gulfstream, un aereo di lusso, utilizzato solitamente come aerotaxi da banchieri e industriali. In teoria potrebbero anche essere velivoli utilizzati per scopi militari, ed infatti l’Aeronautica italiana li ha acquistati a quello scopo. Inoltre come ha ricordato Daniele Martini nella sua inchiesta de “Il Fatto Quotidiano”: “L’operazione avviata 16 mesi fa dal sottosegretario alla Difesa,Guido Crosetto del Pdl, presenta aspetti inconsueti. Pur essendo prodotti dalla statunitenseGrumman con il contributo della Nasa, i Gulfstream non sono stati forniti dagli americani, ma dal governo israeliano nell’ambito di una serie di accordi al massimo livello politico tra Italia e Israele“. Indicativamente il ministero della Difesa ha emesso un comunicato ufficiale dove non si parla del prezzo d’acquisto dei velivoli e nemmeno si fa menzione dei Gulfstream. Lo scarno comunicato si limita a  fornire qualche cenno sui vantaggi che l’intesa arrecherebbe al nostro paese, in particolare alla sua industria bellica, cioè la Finmeccanica. Ricorda ancora Martini: “Per reperire le cifre relative ai Gulfstream (750 milioni di dollari) bisogna leggere il comunicato di Israel Aerospace Industries (Iai) nel quale si dà conto anche della fornitura di un satellite di osservazione a Telespazio (182 milioni di dollari). In base a questi accordi Alenia-AermacchiTelespazioSelex ed Elsag, tutte aziende del gruppo Finmeccanica, acquisiscono a loro volta contratti con il governo israeliano per un totale di 850 milioni di euro. In particolare la Alenia-Aermacchi fornirà 30 jet M346 per l’addestramento avanzato dei piloti israeliani“.

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top