Italia e la "politica estera", questa sconosciutaTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Italia e la “politica estera”, questa sconosciuta

Negli ultimi giorni si fa un gran parlare delle sanzioni della Russia lanciate in risposta a quelle varate dall’Ue contro Mosca e che colpiscono pesantemente gli interessi del nostro Paese. In Italia però non esiste nessuna proposta alternativa nè nessun attore in grado di rilanciare la necessità di una nuova politica estera che faccia gli interessi degli italiani.

La domanda è di una semplicità quasi estrema: in Italia qualcuno del governo si interessa ancora di politica estera? Può sembrare una domanda facile, scontata, quasi inutile, e invece a nostro dire racchiude molto del declino del nostro Paese. Non nascondiamoci che l’Italia a partire dal secondo dopoguerra ha operato delle scelte ben precise in politica estera, con la scelta confermata poi anche da Berlinguer dell’ “ombrello occidentale” che ha sostanzialmente reso il nostro Paese una sorta di “dèpendance” degli Stati Uniti in Europa. Stiamo semplificando molto ma purtroppo la nostra semplificazione coincide con la verità dal momento che in Italia anche in chiave anticomunista si è letteralmente bombardato gli italiani per tutto il secondo Dopoguerra con film, merci e valori americani, anzi si è cercato quasi di “istituzionalizzare” il ruolo degli Stati Uniti come una sorta di padre nobile che interviene per tutelare la libertà dei figli in difficoltà. Ben presto però l’american dream si è rivelato in tutta la sua finzione, soprattutto quando l’Impero del Male del ‘Urss è tramontato lasciando i padroni a stelle e strisce senza nemici da combattere che giustificassero la presenza delle loro basi militari in tutto il mondo. Manco a dirlo poi sono arrivate le Torri Gemelle, e una nuova stagione di guerra contro il male, ora identificato col terrore, è arrivata a supporto degli appetiti e degli interessi americani. Del resto per avere una politica estera autonoma e che corrisponda realmente ai bisogni di un Paese occorre una parolina magica: la sovranità, la stessa sovranità di cui l’Italia è stata privata già nel 1948, allorquando gli Stati Uniti (Leggi qui) impedirono con ogni mezzo a disposizione che il Pci vincesse le elezioni più importanti della storia della Repubblica. Quello fu il vero punto di svolta, il vero e unico momento nel quale gli italiani potevano realmente scegliere che futuro strategico volere per il proprio Paese, e non casualmente gli Usa esercitarono ogni pressione per orientarne gli esiti. Ora viviamo in un periodo storico che è la logica conseguenza dell’esito di quelle elezioni, siamo mai come oggi una colonia degli Stati Uniti, privi di una politica estera autonoma e anche solo della libertà di mettere in discussione l’alleanza della Nato che ci viene imposta dall’altro e che ci sta portando sull’orlo dell’abisso. L’Italia solo per fare un esempio ha da sempre intrattenuto ottimi rapporti con la Russia che, indipendentemente dalla forma di governo di Mosca, è un grande Paese che compra da sempre le nostre merci affascinato dalla qualità del Made in Italy. Anni e anni di rapporti commerciali sono stati spazzati via dall’ottusità degli Stati Uniti e dell’Ue che hanno imposto sanzioni ai loro partner contro la Russia in merito alla vicenda dell’abbattimento del Boeing della Malaysian Airlines in Ucraina dell’Est. Nessuno sa ancora chi sia stato il responsabile, anzi in molti ora puntano il dito nei confronti di Kiev, eppure Obama e la Nato hanno deciso subito, quasi a tavolino, la colpevolezza del grande “cattivo” Putin. Si è tornati quindi a una Guerra Fredda che in Ucraina si accinge a diventare quasi “tiepida”, una guerra che per ora si combatte a colpi di sanzioni economiche che però più che per mettere in ginocchio la Russia sembrano tarate per mettere in ginocchio i paesi europei già duramente colpiti dalla crisi come proprio l’Italia. Come dei veri e propri “servi”, i nostri politici hanno accettato senza colpo ferire la visione fornita da Obama, e Renzi nemmeno prova a porre la questione dell’interesse nazionale italiano forse perchè non potrebbe nemmeno farlo. E intanto mentre tonnellate di forme di formaggio e di pesche vengono respinti dalla frontiera russa e riportate in Italia rovinando così centinaia di agricoltori e allevatori, le antenne del Muos di Niscemi sono entrate in azione. Alla luce di tutto questo, dunque, ben capirete come sia facile per partiti antieuropeisti di estrema destra raccogliere il malcontento popolare, con una sinistra completamente bollita e incapace di comprendere come sarebbe invece proprio questo il momento di rilanciarsi mettendo al centro dell’agire politico la riconquista dell’Italia della propria “sovranità” e quindi la possibilità che siano i cittadini italiani a decidere il ruolo che deve avere il Paese nel mondo. Lasciare questo cavallo di battaglia alle forze xenofobe di destra rappresenta un rischio mortale non solo per la democrazia, ma per il futuro del mondo. Ormai la visione del mondo anglosassone e americana si è imposta a tal punto nell’immaginario collettivo che molti italiani pensano che Obama sia una brava persona a priori e Putin un dittatore spietato a priori. La realtà è che, ovviamente, i buoni e cattivi non esistono, esistono delle grandi potenze che cercano con tutti i mezzi di fare i propri interessi con la differenza che negli ultimi dieci anni gli Stati Uniti hanno infiammato tutto il mondo a differenza della Russia, mentre il mondo occidentale ne ha la percezione contraria anche grazie alla disinformazione di massa dei media. In questa situazione è quindi ben tracciata la via per chiunque in futuro voglia creare una seria opposizione, realmente di sinistra, allo status quo attuale. C’è bisogno di un partito che abbia ben chiaro il ruolo che si vuole ritagliare per l’Italia nel futuro, un ruolo che non deve essere quello di potenza bellica al traino dell’imperialismo guerrafondaio americano bensì quello di tramite tra Occidente e Oriente. Per quale motivo l’Italia deve schierarsi con le presunte “democrazie” contro Russia e Cina? Per quale motivo deve accettare di impoverirsi con le ricette neoliberiste e di investire miliardi di euro in folli armamenti offensivi che, in caso di guerra mondiale, metterebbero a rischio l’esistenza stessa del Paese? E ancora, per quale motivo l’Italia non può elaborare una via di sviluppo futuro tesa a valorizzare le proprie ricchezze piuttosto che subire invece le decisioni di chi fa i propri interessi? Con la vicenda dell’Ucraina, dove l’Europa è finita per appoggiare bande di neonazisti che hanno realizzato un vero e proprio Golpe, il Re è nudo. Se in passato l’Occidente rappresentava in qualche modo i valori della democrazia, oggi quei giorni, ammesso che ci siano stati, sono finiti per sempre. E tra qualche anno l’Italia dall’emendarsi dalla tutela Nato non avrà che da perdere le proprie catene..

Gracchus Babeuf

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