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venerdì , 18 agosto 2017
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Italia, i motivi del disastro sono antichi

Mai come oggi le istituzioni statali sono screditate di fronte ai cittadini e il sentimento dell’antipolitica fermenta. Ma quali possono essere i motivi del fallimento della politica? Secondo noi vanno ricercati indietro nel tempo….

Anni fa un rivoluzionario come Ernesto Che Guevara disse che le rivoluzioni non si esportano, ma nascono in seno ai popoli. Per questo gli italiani che oggi invocano una rivoluzione osservando i greci e gli spagnoli che affollano le piazze compiono un vizio di semplificazione, rifiutandosi di analizzare nel dettaglio i motivi della crisi e dello sfacelo della credibilità delle istituzioni e della politica in Italia. Secondo noi i motivi di questo disastro sono molteplici, dall’incapacità e alla collusione della classe politica con il malaffare, fino alla costante e pervicace esclusione delle classi popolari dalla gestione del potere statale. Eh si perchè in Italia il potere, chiamiamolo così, in realtà è sempre rimasto in mano alle stesse classi sociali, agli stessi “poteri forti” che hanno anche guidato e pilotato l’Unità d’Italia. Sono gli stessi poteri che hanno accettato Mussolini come rappresentante dei propri interessi, autorizzandolo ad annichilire la democrazia per poi destituirlo quando i loro interessi non erano più tutelati dal fascismo. Oggi questi stessi potentati non hanno più bisogno di un Duce, si accontentano di una finta democrazia dalla quale chi viene veramente escluso è proprio il cittadino. Ci ha provato il Partito Comunista Italiano a teorizzare una pratica politica capace di coinvolgere graduatamente tutti i cittadini avviandoli alla vita politica, alla lotta di classe, a prendere possesso attivamente e non passivamente nella macchina statale, ma è stato polverizzato. Prima ancora ci aveva provato Garibaldi a rendere “più popolare” l’unità d’Italia cercando di coinvolgere nel processo unitario anche le masse, ma non c’è riuscito. Così siamo ancora in attesa di un vero Risorgimento, capace di completare quanto provò a fare la Resistenza, senza riuscirci, ovvero il reale ingresso delle masse popolari italiane nella politica. E oggi? Oggi i cittadini continuano a essere completamente esclusi da tutto, tenuti lontani da una classe politica autoreferente e che alimenta l’antipolitica, una forza che è perfettamente in grado di gestire in quanto più che incrinare i rapporti di forza serve a disarticolare ogni tipo di proposta alternativa e organizzata, sciogliendola nel brodo del qualunquismo e del populismo. Così i poteri forti italiani tirano ancora una volta un sospiro di sollievo in quanto l’unica ideologia che ha seriamente rischiato di rompere il loro predominio è stata disinnescata, e senza ideologie tutte le forze sono controllabili, manovrabili e disinnescabili. Irradiando valori e miti dall’alto i poteri forti sono riusciti a modellare e plasmare il popolo italiano in base al proprio volere cosicchè  lo illudono persino di fare il suo bene quando in realtà l’unico bene che perseguono è il proprio.  E soprattutto, cosa ancora più grave, questi poteri sono pronti a tutto per mantenere lo status quo, gli Anni di Piombo, i misteri di Stato, le bombe degli anni Novanta sono ancora lì a dimostrarlo..

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