Italia. L'Ue ora ci impone il formaggio senza latteTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Italia. L’Ue ora ci impone di autorizzare la vendita del formaggio senza latte

Italia. L’Ue ora ci impone di autorizzare la vendita del formaggio senza latte

Ecco l’ultima dall’Ue: L’Italia dovrà imporre “la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito nella fabbricazione dei prodotti lattiero-caseari” se non vorrà ricevere una diffida dalla Commissione Europea. Per chi non lo sapesse oggi i formaggi senza latte sono vietati in Italia in quanto esiste una legge del 1974 che vieta di utilizzare polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare. 

Fin quando si parla di economia, di leggi, di debiti, di riforme, sicuramente noi italiani dovremmo prestare molta attenzione alle indicazioni che giungono dall’estero. Ma quando si parla di cibo e di alimentazione, azzarderemmo che dovrebbe essere il contrario. Eppure ora la Commissione europea vorrebbe ficcare il becco anche nelle nostre abitudini alimentari, e lo fa in modo aggressivo, minacciando l’Italia di diffida nel caso non modifichi la legge che vieta la produzione di formaggi e derivati utilizzando latte in polvere. Si tratta di una legge, la 138 dell’11 aprile del 1974, che tutela i consumatori italiani blindando la qualità dei formaggi locali e vietando ai caseifici di utilizzare il latte in polvere per salvaguardare le aspettative dei consumatori circa l’autenticità dei prodotti italiani. Questo però non va bene alla Commissione europea che ora vuole imporre all’Italia di adeguarsi a quanto fanno altri paesi, ammettendo la produzione dei formaggi “zero latte”. Non solo, la Commissione Ue ha anche pensato bene di inviare all’Italia una lettera di messa in mora per infrazione, una vera e propria provocazione che mette in ridicolo ulteriormente le istituzioni europee che, ignorando tradizioni e usanze di ogni singolo paese, vogliono imporre la legge del mercato e del profitto a tutti i costi. A Bruxelles del resto è già del tutto lecito il cioccolato senza cacao, di conseguenza di fronte a questa presa di posizione in pochi si stupiscono. Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, ha detto senza mezzi termini: “siamo di fronte all’ennesimo diktat di un’Europa che tentenna su emergenze storiche come l’emigrazione ma poi è pronta ad assecondare le lobby che vogliono costringerci ad abbassare gli standard qualitativi dei nostri prodotti alimentari“. E’ proprio questo il punto: la Commissione Ue vede le leggi italiani a tutela della qualità come “restrizioni alla libera circolazione delle merci“. E se nessuno penserà a opporsi a questo andazzo nel giro di pochissimo tempo tutta la qualità dei prodotti made in Italy potrebbe velocemente decadere, con le istituzioni europee che mostrano il completo disprezzo per la nostra tradizione avendo come unico obiettivo quello di piazzare merci a bassa qualità e a basso prezzo in tutto il mondo. Così i prodotti possono essere edulcorati “legalmente”, vedi la carne con l’aggiunta di acqua fino al 5% non segnalata.

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