Italia. Ormai è allarme sociale: i "poveri"sono più di otto milioni | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Italia. Ormai è allarme sociale: i “poveri”sono più di otto milioni

Secondo l’Istat la soglia di povertà relativa in una famiglia di due componenti è di 1011,03 euro. Il dato rimane stabile rispetto al 2010, ma non per le famiglie di operai dove la situazione è peggiorata. E in arrivo ci sono i rincari dei generi alimentari..

Secondo una recente indagine Istat la situazione della povertà in Italia sarebbe in netto peggioramento.Nel 2011 circa l’11,1% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 8.173mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila). La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 1.011,03 euro. Il fatto che la soglia di povertà relativa sia rimasta tutto sommato stabile deriva  dal peggioramento del fenomeno per le famiglie in cui non vi sono redditi da lavoro o vi sono operai, compensato dalla diminuzione della povertà tra le famiglie di dirigenti/impiegati. Le cose vanno molto peggio per le famiglie senza occupati né ritirati dal lavoro, famiglie cioè senza alcun reddito proveniente da attività lavorative presenti o pregresse, per le quali l’incidenza della povertà, pari al 40,2% nel 2010, sale al 50,7% nel 2011. Quasi tutte queste famiglie si trovano nel Sud di Italia, dove la relativa incidenza passa dal 44,7% al 60,7%. Ma la povertà colpisce duro anche quelle famiglie che hanno tutti i componenti ritirati dalle attività lavorative (dall’8,3% al 9,6%). Soffrono anche le famiglie con un figlio minore, dove la povertà relativa è cresciuta dall’11,6% al 13,5%. con particolari difficoltà nel Centro Italia, dove  l’incidenza tra le coppie con un figlio è passata dal 4,6% al 7,3%. Insomma, nel complesso i “poveri” italiani sono più di otto milioni, e dal momento che la crisi durerà minimo altri due anni, tale cifra potrebbe anche aumentare ancora. Desta particolare preoccupazione anche l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, che nei prossimi mesi potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione, portando anche a proteste di piazza come successo in Nord Africa, dove la goccia che fece traboccare il vaso fu proprio il netto aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

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