Italia pronta alla guerra di Libia ?Tribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Italia pronta alla guerra di Libia ?

L’Italia potrebbe intervenire militarmente in Libia in coordinamento con Nato e Usa. Lo ha scritto Repubblica poche ore fa citando fonti di Palazzo Chigi che confermerebbero come l’esercito italiano potrebbe intervenire su richiesta del governo di Tripoli contro le milizie dello Stato Islamico in Libia. Una evenienza che andrebbe scongiurata con forza in quanto foriera solamente di conseguenze negative per il nostro Paese, ma nessuno sembra volersi mobilitare contro la guerra. 

Intervenire nello scacchiere libico potrebbe essere un grave errore sotto diversi punti di vista, così come si sarebbe rivelato un disastro appoggiare la rivolta per la cacciata di Muammar Gheddafi. Evidentemente però l’Italia può scegliere fino a un certo punto come comportarsi dal momento che ora,a  distanza di cinque anni, ci si potrebbe ritrovare di nuovo a organizzare un intervento militare in Libia, questa volta mirato contro i jihadisti che minacciano gli impianti petrolifero-industriali del Paese e quindi gli interessi occidentali. L’Italia, è notizia di questa mattina, potrebbe ben presto intervenire in Libia in accordo con gli Stati Uniti. Lo ha scritto “La Repubblica” che ha anche chiarito come l’Italia sarebbe pronta anche ad eventuali azioni militari nell’ottica delle risoluzioni Onu. In effetti sono ormai diverse settimane che si parla del pericoloso avanzamento delle truppe del Califfo in Libia e il New York Times aveva parlato apertamente di un intensificarsi dei voli di ricognizione da parte degli Usa e dei loro alleati proprio in Nord Africa nell’ottica di preparare un possibile intervento militare. Insomma, Usa, Italia, Francia e Gran Bretagna vorrebbero mettere a punto piani di sostegno militare al governo libico in concordanza con il governo di unità nazionale.Il governo libico peraltro non è ancora davvero nato in quanto per governo libico in questo momento intendiamo il governo di unità nazionale nato dall’accordo firmato a dicembre in Marocco e che deve ancora venire ufficialmente approvato dal governo di Tobruk entro fine mese. Va detto che per anni proprio il governo di Tobruk ha chiesto inutilmente l’abolizione dell’embargo della comunità internazionale nei suoi confronti sulle armi, segno che il pericolo del jihadismo in Libia non è certo di oggi ma evidentemente è per motivi politici che si vuole fronteggiarlo proprio oggi.  Ancor più che nei mesi scorsi l’Isis in Libia era molto debole e si sarebbe potuto sconfiggerlo militarmente molto facilmente. Oggi invece sembra quasi che lo Stato Islamico, a fronte dei rovesci militari subiti in Siria e in Iraq, stia pensando proprio alla Libia per costruire un nuovo fronte a partire da Sirte. Una trappola a cui l’Italia non dovrebbe abboccare, in quanto intervenire direttamente in Libia significherebbe esporsi direttamente al terrorismo senza avere in realtà alcun vantaggio geopolitico reale. A quando però una mobilitazione di piazza contro la guerra?

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