Italia. Sempre di meno i lettoriTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Italia. Sempre di meno i lettori

Drammatica situazione quella dei lettori italiani secondo l’Istat con ben 24 milioni di persone che hanno dichiarato di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti per motivi non scolastici o lavorativi. Un calo dal 46% al 43% dei lettori rispetto al 2012.

La crisi come spesso accade non investe mai solamente un ambito della vita di un Paese. E’ questo il caso dell’Italia dove la crisi economica ha portato con sè anche una profonda crisi di valori e di cultura. Ne sappiamo qualcosa qua in Italia dove, da sempre, abbiamo avuto un problema inerente il rapporto con i libri. Se nel 2012 secondo l’Istat la quota di italiani lettori era il 46%, nemmeno un anno dopo tale quota sarebbe scelta al 43%. Solo per far comprendere la situazione drammatica dei libri nel nostro Paese in Italia si vendono meno libri che nella sola Parigi.Nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 49,3% della popolazione femminile e solo il 36,4% di quella maschile. La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già in età scolare, a partire dagli 11 anni. Una delle fasce di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni, circa il 57,2%. Insomma si legge sempre di meno, e soprattutto si legge anche e soprattutto a scuola, e spesso basta non avvicinarsi alla lettura a quell’età per avere una sorta di blocco mentale. A influenzare moltissimo il rapporto con la lettura degli italiani però dipende anche l’ambiente familiare, ed emerge che leggono libri circa il 75% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 35,4% di quelli con genitori che non leggono. Del resto viviamo in una società che ha fatto di tutto per far percepire la cultura come un inutile orpello, facendo credere che di cultura non si può vivere insomma. I modelli che vengono proposti dai media sono ben diversi, e i risultati di questo cambiamento di valori, sono sotto gli occhi di tutti. La lettura invece è secondo noi un’arma rivoluzionaria e di conseguenza bisognerebbe trovare un modo per convincere gli italiani dell’importanza di avere un rapporto continuativo e fecondo con la letteratura.

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