Ivrea. Operai della Nuova Sinter "occupano" la fabbricaTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Ivrea. Operai della Nuova Sinter “occupano” la fabbrica

Una cinquantina di lavoratori della Nuova Sinter di San Bernardo di Ivrea, in provincia di Torino, questa mattina si sono ritrovati davanti alla fabbrica per impedire al figlio del proprietario di entrare. La fabbrica era fallita il 17 luglio e gli operai accusano il figlio del proprietario di essere il responsabile del fallimento.

Un gesto estremo quello di una cinquantina di lavoratori della Nuova Sinter di San Bernardo di Ivrea che questa mattina hanno deciso di ritrovarsi di fronte allo stabilimento e di impedire fisicamente al figlio del proprietario di entrare in fabbrica. Gli operai vivono una situazione di estremo disagio dopo il fallimento del 17 luglio dell’azienda e il figlio del proprietario è rimasto uno dei pochi ancora stipendiati nell’azienda. La Nuova Sinter ha anche un secondo stabilimento in Campania, ad Arzano, per un totale di 237 lavoratori, e il 17 luglio è fallita dopo la richiesta di Giuliano Zucco, ex presidente dell’Ivrea Calcio. Attualmente l’azienda è in esercizio provvisorio e gli operai, pur di non rimanere senza lavoro, sarebbero anche disposti a lavorare pur di garantire una prospettiva allo stabilimento. Il problema è che gli operai, molti dei quali sono in cassa integrazione, accusano proprio il figlio del proprietario, Andrea Zucco, di aver dissipato tutto il patrimonio dell’azienda. “Quando ha acquistato la fabbrica è stata la nostra rovina  ha consumato tutto. Avevamo commesse nel settore auto, ora è rimasto poco. Solo i debiti“, hanno detto i lavoratori a “La Repubblica”. Insomma l’ennesima storia di sofferenza per i lavoratori che si sono visti sgretolare il terreno sotto i piedi rimanendo senza lavoro dall’oggi al domani. Alla fine Andrea Zucco è riuscito comunque ad entrare nello stabilimento da un ingresso secondario, ma la tensione è rimasta alta con i lavoratori che vorrebbero invitarlo ad andarsene. Insomma quella della Nuova Sinter è solo l’ultima storia di un settore industriale italiano ammalato e in difficoltà. Nel Canavese poi la crisi ha colpito duro, basti pensare che su 5000 metalmeccanici quasi mille sono a rischio. Federico Bellomo, segretario provinciale della Fiom, su questo ha suonato un campanello d’allarme: “Nell’eporediese  la crisi è iniziata con largo anticipo, con la fine dell’Olivetti e i tentativi di creare artificiosamente nuove vocazioni industriali sono miseramente falliti”.

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