Jobs Act. Il "Grande Fratello" sarà legaleTribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Jobs Act. Il “Grande Fratello” sarà legale

Avete presente il “Grande Fratello”? Orwell lo scrisse pensando all’Urss ma in pieno 2015 ci sembra che sia il capitalismo a collimare con la visione del grande scrittore. Con le nuove norme del Jobs Act voluto da Renzi le aziende potranno infatti controllare pc e cellulari aziendali dei dipendenti senza il via libera dei sindacati. 

Il confine tra pubblico e privato si fa sempre più labile e nell’era della tecnologia digitale anche gli spettri evocati da Orwell sul “Grande Fratello” diventano realtà. lo scrittore britannico lo aveva scritto pensando forse alla degenerazione dell’Urss ma si sbagliava, ora che lo spettro del comunismo non c’è più il capitalismo senza freni si mostra in tutta la sua rapacità, andando ad assomigliare proprio al mondo spettrale e controllato da lui immaginato. Esageriamo? Purtroppo no, con il Jobs Act fortemente voluto da Renzi infatti, le aziende potranno controllare computer, smartphone e telefoni cellulari assegnati per ragioni di lavoro ai dipendenti senza il via libera delle organizzazioni sindacali. Un pericolo serio anche se qualcuno ci tiene a precisare che le norme sulla privacy non verranno violate, questo vuol dire che le imprese dovranno informare i propri dipendenti sulle caratteristiche dei vari apparecchi aziendali loro forniti, informandoli della possibilità di effettuare controlli anche a distanza, con tanto di geolocalizzazione. Nel caso i dipendenti dovessero violare le norme fissate andrebbero incontro a sanzioni disciplinari di vario genere. Non solo, i dati immagazzinati potranno essere utilizzati per “ogni fine connesso al rapporto di lavoro, purché sia data al lavoratore adeguata informazione“. Certo, i benpensanti potranno obiettare che i lavoratori non saranno obbligati ad accettare queste condizioni, eppure di fronte alla scelta se lavorare o meno appare improbabile che qualcuno si rifiuterà per tutelare la propria libertà. Eppure lo Statuto dei lavoratori vieta i controlli a distanza dei lavoratori all’articolo 4, e anche le indagini sulle opinioni dei dipendenti (art.8), ma ora che il Jobs Act è entrato in vigore ecco che alcune di queste norme di tutela verranno probabilmente riviste, come ammesso anche da “La Stampa”. Insomma una stretta ulteriore a detrimento delle libertà dei lavoratori, sempre e comunque a favore della parte più forte, dell’imprenditore, che progressivamente sta ottenendo sempre maggior potere contrattuale nei confronti del lavoratore, costretto pur di lavorare ad accettare anche di venire geolocalizzato o spiato sui telefoni aziendali, col rischio che i datori di lavoro possano venire a conoscenza delle sue opinioni e delle sue abitudini.

E se pensate che esageriamo anche Susanna Camusso, segretario della Cgil, ha attaccato il ministero del Lavoro:  ”E’ uno spionaggio nei confronti dei lavoratori. Se uno viene autorizzato a entrare nei mezzi di comunicazione che usano le persone, è difficile non definirlo Grande Fratello”. Eppure il governo fa finta di nulla dicendo che si tratta semplicemente dell’adeguamento delle norme dello Statuto dei Lavoratori del 1970 alle “ innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute”. Sarà..intanto il dubbio resta.

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