Kenya. Bombe nelle chiese, nove i morti | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Kenya. Bombe nelle chiese, nove i morti

Attentato in due chiese in Kenya dove alcuni jihadisti hanno lanciato delle granate contro i fedeli, uccidendone nove. La Casa Bianca aveva già previsto la possibilità di attentati terroristici in Kenya e per questo aveva allertato il suo personale diplomatico di Nairobi. Il rischio ora è che il conflitto tra religioni possa estendersi anche al Kenya.

Un’altra strage di cristiani, un’altra bomba. Ma questa volta non siamo in Nigeria, paese che ci ha tristemente abituati ad attentati contro la comunità cristiana, bensì in Kenya. Già nelle scorse settimane la Casa Bianca aveva avvisato la sua sede diplomatica kenyota mettendola in guardia su un possibile imminente attentato terroristico. L’attentato si è puntualmente verificato questa mattina quando sono esplose due distinte bombe uno nella cattedrale cattoliuca centrale di Garissa, città nel nordest del Paese, e una in una chiesa poco distante. Secondo fonti della polizia locale gli ordigni sarebbero esplosi durante le celebrazioni domenicali, quando cioè gli edifici religiosi erano gremiti di fedeli. Secondo le ultime ricostruzioni comuque a provocare la strage non sarebbero stati degli ordigni, ma delle granate lanciate dall’esterno  delle chiese. Per il monento il bilancio provvisorio è di nove morti e tre feriti gravi. Il Kenya confina con la Somalia, paese infestato dalle bande armate degli Al Shabaab, legati a doppio filo con Al Qaeda. I combattenti di Al Shabaab hanno più volte operato anche in territorio kenyota, anche per questo Nairobi aveva deciso di inviare un contingente militare a Mogadiscio per combattere contro le bande terroristiche. Per questo motivo gli Shabaab  hanno deciso di estendere la loro guerra anche al Kenya, nel tentativo di rendere anche il paese africano una polveriera. Il timore è quello di uno scenario stile “Nigeria”, con bande radicali islamiste che prendono sistematicamente di mira i luoghi di culto cristiani, e i cristiani che si organizzano in bande paramilitari per difendersi laddove lo Stato latita.

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