Khodorkovsky, Mandela, e tutte le follie della stampa italianaTribuno del Popolo
lunedì , 11 dicembre 2017
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Khodorkovsky, Mandela, e tutte le follie della stampa italiana

Dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha concesso la grazia all’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky la stampa occidentale e italiana in particolare si sono subito lanciate in una santificazione grottesca paragonandolo, nientemeno, che a Mandela e Gandhi.

Il livello di faziosità della stampa occidentale, e italiana in particolare, ha raggiunto con la liberazione di Mikhail Khodorkovsky dei livelli di parossismo insostenibili. Stiamo parlando dell’ex oligarca russo magnate del petrolio, non propriamente un’icona degli oppressi come la stampa vorrebbe far credere, ed è uscito dal carcere perchè Vladimir Putin gli ha concesso la grazia, fatto che non accade tutti i giorni, nemmeno negli Stati Uniti. Eh sì perchè negli ultimi anni l’Occidente ha inscenato una serie di campagne pro diritti umani dirette proprio contro la Russia di Putin, dalle Pussy Riot fino a Greenpeace e alla santificazione di Khodorkovsky, mentre invece, stranamente, si dimostra miope quando non cieco quando si tratta di parlare delle vicende di casa propria. Nessuno parla con toni allarmistici di Guantanamo, o dei casi di pena di morte negli Stati Uniti, o della carcerazione di Leonard Peltier, il “Mandela americano”, sepolto nelle carceri americane sin dal 1976, nessuno ne parla, eppure ce ne sarebbe da dire. Anzi, a parole Obama ha promesso cambiamenti, ha promesso la chiusura di Guantanamo, ma nulla di tutto ciò è successo mentre Putin, questi sono fatti, ha concesso un’amnistia che nessuno avrebbe mai pensato che il Cremlino potesse concedere.

Così la Repubblica, con una retorica agghiacciante, ha preferito ancora una volta speculare sulla realtà trasformando l’ex magnate del petrolio Khordkovsky in una sorta di “Mandela russo”, peccato che la Repubblica e una certa borghesia italiana abbiano un’idea completamente distorta di chi era Nelson Mandela, un uomo straordinario ma che non esitò a schierarsi accanto all’Unione Sovietica e contro gli Stati Uniti che definì, nel corso della Prima Guerra del Golfo, come: “Se c’è un paese che ha commesso atrocità indicibili nel mondo, questi sono gli Stati Uniti d’America. A loro non importano gli esseri umani”. Un Mandela che veniva considerato uno sporco terrorista rosso dalla Thatcher e anche da Reagan, un Mandela che ha passato trent’anni nelle carceri del regime razzista sudafricano, un fedele alleato dell’Occidente, appunto. Repubblica racconta una storia tutta diversa, evocando, guardacaso, anche Gandhi, altra figura mitizzata dall’Occidente per esorcizzarne la carica rivoluzionaria e per frapporre la sua innocua (per il potere) figura a quella più preoccupante di Lenin o di Fidel Castro. Una menzogna continua, irraggiata da un potente sistema di media che non si fa alcuna remora a mistificare la realtà. Così Yoani Sanchez diventa una paladina degli oppressi (con i dollari usa), e Khodorkovsky diventa un simbolo degli oppressi, omettendo che l’ex magnate entrò in carcere dieci anni fa, cinquantenne, con una fortuna stimata di oltre 15 miliardi di dollari e un impero, la Yukos, costruito senza alcuno scrupolo nell’epoca del far west post-sovietico, l’epoca d’oro delle privatizzazioni che spolparono fino all’osso il Paese. Ora Putin gli ha concesso la grazia, ma i media al posto che ammettere il gesto di solidarietà del Cremlino preferiscono utilizzare questo episodio per criminalizzare Mosca e mitizzare Khodorkovsky nel vano tentativo di destabilizzare la Russia. L’ex oligarca ha inoltre deciso di arrendersi e di chiedere clemenza al presidente russo, fatto poi avvenuto al punto che avrebbe scritto una supplica diretta a Putin. L’ex petroliere era entrato in carcere nel 2003 dopo essere stato condannato in due differenti processi per frode, riciclaggio e furto di petrolio. Fino a oggi si era sempre dichiarato innocente e non aveva mai chiesto la grazia, forse perchè consapevole di avere tutto l’Occidente dietro di sè.

Addirittura farneticante poi la chiusura sul fatto de “La Repubblica“: “Per lui oggi una veterana dei diritti umani come Liudmila Alekseeva, capo del Gruppo Helsinki di Mosca, prevede un futuro da leader spirituale, sull’esempio di Gandhi o Mandela. Difficile pensare che gli sarà dato spazio in questo senso e comunque l’ex oligarca ripete da tempo che non si occuperà di politica. Dopo un decennio in prigione, senza mai piegarsi alla ricerca di una via d’uscita extra-giudiziaria, ha firmato una richiesta di perdono, in teoria riconoscendo le sue colpe.” Insomma la giostra mediatica delle balle spaziali ha ormai raggiunto un livello pervasivo, peccato che stanno diventando sempre meno abili a inventarsi la realtà.

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