Kiev di nuovo in fiamme imbarazza RasmussenTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Kiev di nuovo in fiamme imbarazza Rasmussen

Kiev di nuovo in fiamme imbarazza Rasmussen

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, si è recato in Ucraina per offrire il sostegno incondizionato della Nato e del Pentagono. Intanto però proprio a Kiev sono tornate le barricate del Majdan con duri scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Kiev è ormai sempre più un Paese in ginocchio. 

Quando Rasmussen si muove, non lo fa mai per caso. Stiamo parlando del segretario generale della Nato, quindi non proprio un personaggio neutrale dal momento che la Nato, come i lettori ricorderanno, nacque proprio in funzione antirussa all’indomani della Seconda Guerra Mondiale. Ufficialmente Rasmussen si è recato a Kiev per incontrare il premier Yatsenyuk, ma anche per rendere pubblico l’appoggio incondizionato della Nato e del Pentagono alla politica dell’Ucraina di Poroshenko, lo stesso paese che sta utilizzando aerei e carri armati contro il suo stesso popolo. Vi dice niente? Era la stessa accusa, falsa, formulata a Muammar Gheddafi nel 2011, quando il Colonnello libico venne bombardato dalla Nato per aver usato aerei contro il suo stesso popolo, ma evidentemente i civili dell’Ucraina dell’Est valgono di meno. Ma Rasmussen non ha trovato un paese in festa, tutt’altro, il malcontento sembra essere serpeggiato fino a Kiev, dove piazza Majdan è tornata a riempirsi da manifestanti che, quando la polizia ha cercato di smantellare la tendopoli, hanno risposto con il lancio di pietre e molotov. Non solo, la polizia ucraina ha sequestrato armi da fuoco, bombe a mano, coltelli e bottiglie molotov, a segnalare che una parte del popolo che aveva appoggiato il golpe di febbraio oggi sembra voltare le spalle al governo di Poroschenko. Questo fronte interno unito al fatto che in Ucraina dell’Est le operazioni militari non stanno andando come previsto e al fatto che l’aereo malese sembra sempre di più essere stato abbattuto da un Sukhoi di Kiev, rende la situazione in Ucraina esplosiva. 

Come se non bastasse nelle ultime 24 ore di combattimenti in Ucraina orientale sarebbero morti 15 soldati mentre altri 80 sarebbero rimasti feriti più o meno gravemente. Ad ammetterlo il portavoce del consiglio di Sicurezza di Kiev, Andrii Lisenko, che ha precisato come i soldati uccisi appartenessero alla 79esima Brigata. Rasmussen si è recato a Kiev anche per cercare di spaventare Mosca dal momento che secondo la Nato starebbe ammassando truppe al confine per vagliare un intervento umanitario in Ucraina.

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