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domenica , 26 marzo 2017
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Kofi Annan si dimette da inviato speciale in Siria

Ieri Kofi Annan, inviato speciale in Siria per Onu e Lega Araba, si è dimesso ufficialmente dal suo ruolo sancendo il fallimento dei tentativi della diplomazia internazionale di risolvere la crisi siriana. Le dimissioni di Kofi Annan preludono ora a foschi scenari nell’immediato futuro, vediamo quali.

Ieri Kofi Annan si è dimesso ufficialmente dallo scomodo e delicato ruolo di inviato speciale in Siria per Onu e Lega Araba. Un ruolo difficile quello fin qui svolto da Kofi Annan, che ha provato in tutti i modi a cercare di portare a una soluzione positiva la crisi siriana. Le sue dimissioni sanciscono quasi sicuramente la fine delle velleità della diplomazia internazionale di arrivare a una pace in tempi brevi o perlomeno a una soluzione politica. Con Kofi Annan che lascia, viene messa la parola fine anche al suo piano in sei punti che voleva portare al tavolo negoziale le opposizioni e il regime, un piano che peraltro fino a questo momento le parti in conflitto hanno sempre detto di voler rispettare solo a parole. A convincere Annan dell’inutilità di un negoziato probabilmente deve essere stato il coinvolgimento nel conflitto anche di Damasco e Aleppo, due città rimaste fino a questo momento estranee ai combattimenti. Almeno fino a quando le carte in tavola restano queste quindi, il piano di pace di Annan sembra essere inapplicabile. Lo stesso Annan, parlando ieri ai giornalisti, ha chiaramente spiegato i motivi che lo hanno costretto a questo passo: “Le violenze continuano soprattutto per l’intransigenza del governo siriano e il suo continuo rifiuto di applicare il piano in sei punti, ma anche per l’offensiva militare dell’opposizione, fattori entrambi da legge rispetto alla disunità della comunità internazionale”. Secondo Kofi Annan il sosegno convinto del  del Consiglio di sicurezza al Gruppo d’azione per la Siria, nato lo scorso giugno a Ginevra, avrebbe potuto rappresentare una svolta: “Di conseguenza  senza pressioni internazionali serie, concrete e unite che comprendano anche le potenze regionali, è impossibile per me e per chiunque altro spingere il governo siriano in primo luogo e l’opposizione a intraprendere i passi necessari per avviare un processo politico”. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha fatto sapere che Annan rimarrà in carica fino alla fine del mese, cioè quando scadrà ufficialmente il suo mandato.Onu e Lega Araba stanno cercando un sostituto, e l’Unione Europea ha chiesto di velocizzare i tempi. La Russia ha a sua volta espresso rammarico per le dimissioni di Annan con dichiarazioni del presidente Vladimir Putin. Cosa succederà ora? Senza il piano di Annan l’unica alternativa è che una delle due parti in conflitto ceda unilateralmente, sembra essere l’unico modo per fermare una guerra che ha già provocato più di 20.000 morti. Secondo molti inoltre, le dimissioni di Annan preluderebbero a un possibile intervento militare esterno in Siria, magari per imporre una “no Fly zone” sulla falsariga di quella libica dell’anno scorso.

 

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