Krugman ci spiega la crisi dell'EuroTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Krugman ci spiega la crisi dell’Euro

Paul Krugman, economista keynesiano e ex premio Nobel per l’economia, ha realizzato sul Ny Times una spietata analisi della situazione dell’euro e della dinamica del debito, inserendo però anche una sua proposta per uscire dall’angolo.

L’austerity è una cura che sta uccidendo, letteralmente, il malato. A dichiararlo una folta schiera di economisti, tra cui svetta inevitabilmente un personaggio della statura di Paul Krugman. Ex premio Nobel per l’economia, Krugman si è sempre scagliato contro le politiche di austerity, e ci ha ammonito più di una volta che il peggio, quello vero, potrebbe ancora arrivare. Sul New York Times Krugman ha scritto un’altra riflessione sulla situazione economica, in particolare della zona euro, una analisi spietata che ci spiega come in realtà al momento stiamo solo “tirando il fiato”, mentre i costi dell’austerità stanno già distruggendo la coesione sociale del Paese. Nella foto qui sotto Krugman ha messo a confronto il rapporto tra debito e pubblico e Pil con tasso di interesse a 10 anni (dalla Bce) per un certo numero di paesi europei.

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Come ha scritto lo stesso Krugman: “Quello che vedete qui è che gli oneri finanziari per i paesi della zona euro in difficoltà sono scesi molto. Ma questo non accade non perché le politiche di austerità abbiano riportato il loro debito sotto controllo, le percentuali di debito sono tranquillamente in aumento, in gran parte a causa della contrazione delle economie e la deflazione. Invece c’è stato un drammatico appiattimento del rapporto tra debito e tassi di interesse”. Ma per quale motivo è accaduto tutto questo? Secondo Krugman si tratterebbe di un effetto dell’azione di Draghi, con la Bce che vuole per un pò agire come prestatori di ultima istanza sovrano e ha rimosso il timore che si potesse scatenare un panico autoindotto a causa della scarsità di liquidità. Ma questo non ha posto, come credono gli allocchi, fine alla crisi dell’euro, anzi. Secondo l’economista fin quando durerà la dinamica del debito la crisi non potrà finire e dovremo ancora assistere a uno dei paesi in crisi che raggiungerà un punto di non ritorno in cui la caduta dei salari relativi genererà una netta ripresa trainata dalle esportazioni, cosa di cui però dubita fortemente in quanto i costi umani per una ripresa di questo tipo saranno enormi e potrebbero anche essere inutili. Il bello è che secondo Krugman per ora la volontà della Bce di intensificare la sua azione ha persino dato all’Europa un pò di respiro..cosa succederà quando ci sarà una brusca accelerazione?

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