Krugman indica la strada per uscire dalla crisi economica | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Krugman indica la strada per uscire dalla crisi economica

L’economista Paul Krugman ha pubblicato ieri sul New York Times un editoriale sulla crisi europea. Secondo Krugman sarebbe ancora possibile riuscire a uscirne, a patto però di rinvenirne le giuste cause e di intraprendere i giusti percorsi.

Paul Krugman è un’economista tra i migliori nel cercare di capire le motivazioni che hanno portato alla crisi economica attuale. Krugman ha affidato il suo pensiero a riguardo a un editoriale pubblicato ieri sul New York Times, e come prima cosa ha citato Mario Draghi, il presidente della Bce, colui che nei giorni scorsi aveva speso parole importanti per salvare l’Euro. Secondo l’editorialista il problema alla base della moneta unica sarebbe che sia uno strumento troppo avanzato in relazione alla ben poca integrazione politica tra i paesi che la utilizzano. In sostanza secondo Krugman la mancanza di un’integrazione profonda avrebbe permesso il nascere di situazioni come quella spagnola, nella quale lo scoppio della bolla immobiliare ha fatto scoppiare anche la crisi economica senza che l’Ue potesse supportare Madrid adeguatamente. Krugman ha anche ricordato come una situazione analoga abbia colpito la Florida nel 2007-2008, ma all’epoca il tracollo era stato molto più controllabile grazie al supporto sia politico che economico che fu offerto prontamente da Washington. In Europa invece le cose non sono andate in modo analogo. Secondo l’economista infatti il boom che l’euro aveva fatto registrare sino al 2007 sarebbe stato da attribuire al fatto che la  Germania esportava sempre di più nel settore immobiliare spagnolo (le esportazioni della Germania sono per il 71% dirette a paesi dell’UE), gonfiando la bolla fino a farla esplodere e scappando via al momento di doverne pagare le conseguenze. Quale soluzione quindi? Krugman non ha dubbi, ci vorrebbero gli “Stati Uniti d’Europa”, anche se attualmente questa eventualità sarebbe poco auspicabile. Imperativo dovrebbe essere salvare l’Euro, in quanto rappresenta uno degli strumenti più forti per saldare l’Unione che, “dagli accordi di Roma del 1957 ha portato, comunque, pace e democrazia stabile in tutti i paesi membri, integrando il settore commerciale e avviando la più concreta legiferazione in materia di sviluppo sostenibile di tutta la Comunità Internazionale”. Krugman ha quindi individuato due step da percorrere: ridurre i costi per i paesi in crisi; e  creare un contesto che permetta ai paesi del Sud di fare quello che la Germania ha fatto tra il 1999 e il 2007 (ovvero poter esportare facilmente verso Berlino, che a suo dire dovrebbe accettare un processo inflattivo). A questo proposito lo  scudo proposto da Draghi e malvisto dalla Germania, riducendo i differenziali, potrebbe essere complice di una tale soluzione.La Germania quindi, per Krugman “deve pugnalarsi per scansare un proiettile letale, e soprattutto non potrà fare a meno a lungo termine di sostenere quella Spagna che  ha sostenuto l’esplosione economica del paese negli ultimi 8 anni precedenti al tracollo del 2008.

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top