L' "oppio" mediatico di FrancescoTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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L’ “oppio” mediatico di Francesco

I media danno ampio risalto alla presunta “rivoluzione” della Chiesa inaugurata da Papa Francesco che in queste ore si trova in visita in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù. Le sue suono reali buone intenzioni, oppure è tutta una manovra per cambiare tutto senza cambiare nulla? 

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Innanzitutto una premessa: Noi non abbiamo nulla contro Papa Francesco, nel senso che ci sembra sicuramente un Papa molto migliore dei suoi predecessori, e quindi non vogliamo fare i soliti “comunisti” critici nei confronti di qualsiasi cosa. Criticare è molto semplice certo, agire un pò meno, e diamo atto a questo pontefice argentino di aver perlomeno a parole invocato una vera svolta all’interno della vita dell Chiesa, la cui immagine ormai è sempre più compromessa. In tempi di crisi economica radicale come questi infatti, alcune cerimonie e alcune usanze della Chiesa risultavano sgradevoli e grottesche, mostrando in modo chiaro una netta separazione tra i cittadini comuni e i religiosi. Del resto è stato proprio Papa Francesco a voler far pulizia, almeno a parole, nello Ior, e a chiedere sobrietà e serietà alla Chiesa, che non può mostrarsi come incoerente o poco credibile agli occhi dei fedeli. Insomma questo Papa Francesco, a uno sguardo superficiale, sembra quasi un Papa illuminato: gira senza paludamenti dorati, prende l’aereo dei comuni mortali portandosi da solo la valigia, invoca una cultura dell’ “inclusione” da contrapporre alla cultura dello “scarto” che oggi va per la maggiore. A parole insomma, Papa Francesco ha dato realmente una svolta positiva alla Chiesa, al punto che tutti i media parlano di lui, seguendo il suo viaggio in Brasile in diretta tv come se fosse lo sbarco sulla Luna.  E allora come mai non plaudere finalmente alla democratizzazione della Chiesa? Semplice, e se questa fosse tutta una operazione mediatica per migliorare un’immagine della Chiesa che ormai era travolta dagli scandali ed era sempre più impresentabile? In un periodo di crisi economica devastante, che peraltro non è ancora finita, era troppo pericoloso lasciare milioni di persone abbandonate a se stesse e alla propria condizione frustrante e di alienazione. Ecco quindi il ritorno della Chiesa come “oppio dei popoli”, una Chiesa che, almeno a parole, appare coerente con i propri messaggi spirituale diventa una Chiesa credibile, che può quindi intercettare la paura popolare sterilizzandola nella fede. Propellente rivoluzionario almeno in potenza che viene quindi disinnescato, blandito, dall’oppio spirituale sparso a piene mani dai media.

Gracchus Babeuf

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