L'11 settembre e le "ombre" sauditeTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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L’11 settembre e le “ombre” saudite

L’Fbi sarebbe nell’occhio del ciclone dopo aver ricevuto accuse sull’aver costantemente occultato le connessioni “saudite” circa l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers di New York. A riferirlo il New York Posts che ha reso noto come all’indomani dell’attentato l’Fbi abbia indagato su una famiglia saudita della Florida per poi abbandonare l’indagine in modo inspiegabile.

Sono passati ormai più di dieci anni dall’11 settembre del 2001 eppure la verità ufficiale ancora presenta tante, troppe falle. Probabilmente la verità su quei fatti non si conoscerà mai ma almeno stando a quanto dichiarato da SputnikNews forse oggi qualcosa inizia a trapelare. Secondo quanto riportato dal giornale online russo solo pochi giorni dopo l’11 settembre l’Fbi avrebbe aperto un’indagine su di una famiglia saudita residente in Florida che aveva abbandonato improvvisamente casa sua lasciando persino macchine, beni di lusso e altro solo pochi giorni prima dell’attacco alle Twin Towers che sarebbe passato alla storia. Dopo anni di indagine che avevano cominciato a mettere in risalto le molte connessioni della famiglia indagata con individui associati con l’attacco terroristico, il nuovo rapporto di 128 pagine reso pubblico sull’11 settembre ha messo in luce come tale indagine sia stata lasciata morire senza spiegazioni, come sottolineato anche dal New York Posts. Insabbiamento dunque? A quanto sembra l’Fbi avrebbe notato come alcuni dei membri della famiglia saudita in Florida avessero alcuni legami con alcuni dei dirottatori ufficiali dell’11 settembre. Peccato che queste indagini eseguite in Florida non siano mai state messe a disposizione del Congresso o incluse nelle indagini ufficiali della Commissione governativa sull’11 settembre, per quale motivo? Alcuni giornalisti locali per la verità avevano pubblicato la storia nell’aprile del 2013, ma nessuno sembrò prestargli attenzione. Anche il Sarasota Herald Tribune parlò di comportamento sospetto da parte dell’Fbi, parlando del fatto di come le autorità federali abbiano realmente cercato di fare ostruzionismo sulla vicenda. Nel 2002 Bob Graham, senatore democratico, aveva guidato una inchiesta del Congresso sull’attacco terroristico e aveva insistito sul fatto che l’Fbi stesse nascondendo delle prove che mettevano in collegamento l’Arabia Saudita con l’attentato dell’11 settembre. Il senatore avrebbe anche fatto pressioni sul governo affinchè rendesse pubblico un rapporto di 29 pagine che parlerebbe direttamente dei finanziatori dell’attentato, e punterebbe il dito proprio verso l’Arabia Saudita, come dichiarato dallo stesso Graham al New York Post, chiarendo che si tratterebbe di un coinvolgimento del regno saudita e non solo di personalità singole. A oggi, un giudice federale starebbe  studiando circa 80.000 documenti relativi all’indagine in Florida, secondo quanto riportato dal Ny Times, e tra questi documenti potrebbero esserci anche foto che mostrano un collegamento tra i terroristi dell’11 settembre e la famiglia al-Hiji di Sarasota, ovvero una vera e propria “pistola fumante”. Insomma se la connessione saudita venisse provata diventerebbe molto ma molto difficile per la Casa Bianca spiegare come mai si consideri ancora il regno saudita un alleato affidabile e come mai si ritengano “paesi canaglia” altri paesi come Iraq, Siria, Libia, e così via.

Fonti:

http://nypost.com/2015/04/12/saudi-role-in-911-being-whitewashed-by-fbi/

http://sputniknews.com/us/20150414/1020850882.html

http://video.foxnews.com/v/4170984577001/bob-graham-fbi-covering-up-saudi-govt-connection-to-911/?#sp=show-clips

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