L’8 marzo – Giornata internazionale della donnaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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L’8 marzo – Giornata internazionale della donna

La giornata internazionale della donna è stata istituita per ricordare le conquiste economiche, sociali e politiche delle donne. Di conseguenza non è possibile dimenticare le violenze e le discriminazioni cui sono ancora fatte in molte parti del mondo.

Fonte: http://www.davidebusetto.it/

Sono passati più di cento anni dalla prima celebrazione e gran parte delle persone non sa più il vero motivo per il quale la commemorazione venga fatta proprio l’8 marzo. I più, forse, ricordano di una fabbrica che lavorava il cotone che ha preso fuoco negli U.S.A., all’inizio dello scorso secolo.

Perchè l’8 marzo? All’inizio del secolo le celebrazioni per la giornata della donna non avvenivano in tutti i paesi e non avevano una data internazionale. Ogni paese aveva una data a se. Con lo scoppio della prima guerra mondiale le celebrazioni della giornata della donna furono interrotte in tutti i paesi coinvolti nel conflitto, finchè a San Pietroburgo, l’8 marzo 1917, le donne guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra. Il 14 giugno 1921 la seconda conferenza internazionale delle donne comuniste fissò all’8 marzo la “Giornata Internazionale dell’operaia”.

In Italia. In Italia la Giornata internazionale della donna si tenne per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito Comunista d’Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all’ormai storico 8 marzo. Verso la fine della seconda guerra mondiale a Roma si formò l’UDI, unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra cristiana e alla Democrazia del Lavoro. Fu proprio l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera. L’anno successivo la Giornata della Donna venne celebrata in tutta Italia.

La perdita della memoria storica. La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare versioni più o meno fantasiose, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di oltre  cento operaie nel rogo di una fabbrica di camicie. Altre versioni citano violente repressioni o scioperi verificatisi in altre città degli Stati Uniti d’America.

La fabbrica che prese fuoco. La tragedia della fabbrica e dei lavoratori divorati dalle fiamme è, in effetti, un fatto realmente accaduto, ma la data non è quella che ricordiamo. Era il 25 marzo 1908 a New York quando la fabbrica della Triangle Company andò interamente a fuoco uccidendo 146 lavoratori, in gran parte donne. L’8 marzo però non nacque per ricordare questa tragedia.

La mimosa. La comparsa della mimosa risale al 1946 quando, per iniziativa di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, tre esponenti del Partito Comunista Italiano, si decise di adottare come simbolo della Giornata della Donna la mimosa, pianta che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo.

Perché queste puntualizzazioni? Perché la sinistra, nel suo insieme, dovrebbe tornare a dire la sua in merito a questa ricorrenza. Il consumismo ha trasformato una giornata che ricordava fondamentali conquiste in semplice festa da passare con le amiche o addirittura, in uno squallido adeguarsi al ribasso, assistendo ad uno spettacolo di strip-tease maschile. Il mio primo pensiero va ai lavoratori, in gran parte donne, dell’Omsa di Faenza, che perderanno il posto di lavoro tra circa due settimane (fine della cassa integrazione) perchè l’azienda, nonostante l’attivo in bilancio, ha deciso di delocalizzare fuori dall’Italia in cerca di maggiori profitti, fregandosene totalmente della vita dei lavoratori che lascia per strada senza lavoro.

Spetta alla sinistra, e alle donne soprattutto, recuperare il significato di questa giornata anche alla luce di quanto accade oggi.

Davide Busetto

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