La "Blacklist" di Mosca che non va già all'OccidenteTribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

La “Blacklist” di Mosca che non va già all’Occidente

Dopo che la Nato e l’Ue a seguito dei fatti in Ucraina hanno imposto sanzioni di diverso tenore contro Mosca, il Cremlino ha deciso di rispondere con una misura analoga diffondendo una lista nera di personaggi dell’Occidente sgraditi in Russia. Tale “blacklist” ha scatenato diversi mal di pancia nell’Occidente, che evidentemente ritengono un affronto essere ripagati con la stessa moneta. 

Quando un anno fa si alzò la temperatura in Ucraina e i rapporti tra Russia e Occidente sono tornati ai minimi storici, Usa e Ue hanno imposto alla Russia pensati sanzioni economiche e non per “punire” il Cremlino. Inutile dire che all’epoca l’Ue e gli Usa fossero furibondi per il referendum sull’indipendenza della Crimea da Kiev, e con quelle sanzioni contavano di fare pressioni su Mosca per portare la Russia a più miti consigli. All’epoca vennero colpite anche le singole personalità russe ritenute legate a Vladimir Putin e alla questione in Ucraina e in Crimea, e oggi la Russia ha semplicemente deciso di allinearsi alle sanzioni subite varandone di analoghe. La questione è scoppiata nelle scorse ore quando alcuni deputati olandesi e tedeschi hanno visto rifiutato il loro visto di ingresso in Russia. Subito l’Occidente ha reagito in modo quasi isterico, accusando la Russia di aver preso una decisione affrettata e a loro dire immotivata, quando in realtà si tratta solo di una ritorsione nei confronti dell’Occidente che ha utilizzato esattamente le stesse armi contro il Cremlino. Il più isterico è stato il governo tedesco, ma subito dopo anche Bruxelles si è unita al coro di lamentele nei confronti della Russia. L’Occidente giudica tali misure come immotivate e ingiustificate eppure un criterio dietro la blacklist russa c’è, anche se i vari alleati della Nato non sembrano disposti ad ammetterlo. La lista è stata consegnata dalla Russia alle varie ambasciate interessate, e ci sarebbero anche ben sette politici tedeschi, fatto questo che ha portato tutti i ministri degli esteri europei a criticare duramente il Cremlino. Peccato che si tratta degli stessi personaggi che hanno appoggiato le sanzioni contro la Russia in modo completamente prono al volere degli Stati Uniti. All’interno della lista nera si trovano anche il vicecapogruppo della Cdu al Bundestag Michael Fuchs, l’europarlamentare dei Verdi Daniel Cohn-Bendit, il capogruppo europeo dei Verdi Rebecca Harms, il politico della Cdu esperto di affari esteri Karl-Georg Wellmann, Bernd Posselt della Csu, il sottosegretario di Stato per la Difesa Katrin Suder e Karl Muellner, ispettore dell’Aeronautica Militare. Ma vi sono anche ben 17 politici polacchi, con Varsavia da sempre in prima linea quando si tratta di russofobia. Insomma i soliti due pesi e due misure e il solito #doppiostandard da parte dell’Occidente che si sente quasi investito dell’incarico divino di decidere chi sia il “cattivo” di turno, salvo poi urlare allo scandalo quando si utilizza lo stesso metro nei loro confronti. All’interno dell lista sono stati inseriti anche personaggi come l’ex vicepremier britannico Nick Clegg e  l’intellettuale francese Bernard-Henri Levy, personaggi che nel tempo si erano messi in luce proprio per le posizioni assunte contro Mosca.

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top