La "botte piena" e la "moglie ubriaca" dei benpensanti dell'OccidenteTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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La “botte piena” e la “moglie ubriaca” dei benpensanti dell’Occidente

Ferma restando la totale, insindacabile, e decisa presa di distanza da ogni forma di terrorismo all’indomani del vergognoso massacro dello #CharlieEbdo a Parigi, gli intellettuali e gli opinion leaders dell’Occidente dibattono sul modo migliore per soffocare e combattere l’estremismo islamico. Nessuno però prende anche solamente in considerazione, parallelamente, anche di modificare la politica estera dell’Occidente….

Dal momento che viviamo nell’epoca del pensiero unico e delle strumentalizzazioni capziose delle teorie opposte alle proprie, è necessaria una breve introduzione nella quale ribadiamo, se ce ne fosse ancora bisogno, che esecriamo nel modo più assoluto ogni violenza e soprattutto ogni fanatismo religioso. Fermo restando che è inaccettabile che qualcuno venga ucciso sulla base delle sue idee all’indomani della strage di Parigi abbiamo assistito allo spettacolo dei vari opinion leaders che si sono sperticati nell’enunciare analisi spesso di una banalità disarmante e nel lanciare l’ormai consueto appello alla “guerra tra civiltà” tanto caro a molti. In pochi hanno cercato di andare a fondo limitandosi a parlare del modo con il quale l’Occidente potrebbe difendersi dal terrorismo. Il terrorismo però, se si vuole realmente sconfiggerlo, va per prima cosa analizzato in modo serio, capendo cioè dove trova il propellente per espandersi e trovare consensi, in Medio Oriente come in Europa. Nessuno ovviamente, a parte Giulietto Chiesa e pochi altri, ha tirato fuori la storia delle origini del terrorismo islamico, parlando ad esempio dell’appoggio dato dai servizi segreti occidentali ad alcuni movimenti jihadisti in Medio Oriente ad esempio in chiave anti-Assad. Tutti hanno parlato, giustamente, del pericolo terrorismo islamico ritenendolo insostenibile ed inaccettabile e noi siamo talmente d’accordo da allinearci andando persino oltre e sostenendo che il fondamentalismo religioso di qualsiasi natura rappresenta uno dei mali assoluti da sconfiggere per migliorare le sorti di questo povero mondo. Detto questo nessun intellettuale del mainstream, e sottolineiamo nessuno, ha cercato di vedere la cosa da un’altra angolazione. Spieghiamoci meglio: Tutti i vari opinionisti che affollano talk show e approfondimenti non contemplano nemmeno lontanamente che l’Occidente abbia una sua parte di colpa e che debba in qualche modo smetterla di ingerire negli affari interni di mezzo mondo, per loro questa è una normalità inattaccabile, semmai bisogna discutere di come continuare a farlo mettendosi anche al riparo dal terrorismo! Nessuno ha contestato l’attivismo occidentale in Libia piuttosto che in Siria partendo tutti dal presupposto inaccettabile che l’Occidente sia il “bene” e sia quindi autorizzato sostanzialmente a fare quello che vuole, quando vuole, tentando di minimizzare le conseguenze negative di questo atteggiamento come meglio possibile. Beninteso il fatto che l’Occidente ingerisca negli affari interni di paesi stranieri non giustifica assolutamente il terrorismo come ritorsione, e su questo non si è mai ripetitivi, tuttavia è agghiacciante constatare come secondo alcuni opinionisti e politici occidentali l’Occidente non solo non debba smettere di intervenire ovunque nel mondo, ma anzi abbia il diritto a farlo. La speranza è che si assista a una mobilitazione reale contro la violenza e il fondamentalismo in tutte le sue forme, ma anche una volontà di comprendere quelle che sono le origini della violenza, che ci sembra anche l’unico modo per risolverla e porvi termine senza utilizzare altra violenza con il rischio di un circolo vizioso. E con questo non stiamo parlando come diceva il grillino Di Battista di dialogare con i terroristi islamici perchè è evidente che con persone che mitragliano chi non la pensa come loro non è possibile alcun dialogo, bensì stiamo invitando intellettuali, opinion leaders e quant’altro a perlomeno informarsi prima di parlare perchè identificare il jihadismo con il mondo musulmano in toto non solo è sbagliato ma è anche deleterio e pericoloso in quanto lavora in direzione di quello “Scontro di Civiltà” evocato tanto dagli estremisti islamici quanto dai falchi dell’Occidente. Ad esempio ci si potrebbe cominciare a chiedere se l’Occidente non abbia qualche responsabilità nell’aver fomentato in qualche modo il jihadismo, e ogni riferimento a Brezisnki, all’Afghanistan, a McCain è così via è tutto tranne che casuale…Magari qualcuno in Occidente potrebbe finalmente ammettere di aver commesso un errore clamoroso nell’aver in qualche modo supportato l’estremismo islamico contro l’islam laico e progressista che stava in qualche modo gemmando nel XX secolo grazie anche alla decolonizzazione e al fascino del socialismo; magari qualcuno alla Casa Bianca, all’Eliseo o  a Londra potrebbe anche ammettere di aver commesso un errore clamoroso nel demonizzare oltre ogni misura ogni tentativo di costruzione del socialismo ovunque nel mondo nel nome della Guerra Fredda senza tenere in minimo conto le conseguenze che da questa scelta ne sarebbero derivate. Anche perchè non era difficile intuire che in paesi poveri e privi di infrastrutture e servizi senza una ideologia laica e progressista le masse si sarebbero lasciate sedurre dal richiamo della religione…

Gracchus Babeuf

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