La Casa Bianca e la macchina delle bugieTribuno del Popolo
lunedì , 11 dicembre 2017
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La Casa Bianca e la macchina delle bugie

Negli ultimi mesi la Casa Bianca non è venuta meno alla tradizione e ha continuato a urlare bugie e strumentalizzazioni soprattutto nei confronti della Russia. Ovviamente i media non hanno mai pensato di verificare una per una tutte le accuse degli Stati Uniti, ma lo facciamo noi.

Photo Credit (AFP Photo / Karen Bleier) 

Difficile dire se alla Casa Bianca mentono sapendo di mentire o si affidano a cattivi consiglieri e informatori; la cosa certa è che Washington negli ultimi tempi ne ha dette molte, troppe, e nessuno si è preso anche solo la briga di verificare che ciò che dicesse fosse fondato o meno. Obama ad esempio nei confronti della Russia ne ha dette di cotte e di crude nel corso della sua ultima intervista nella quale ha parlato dell’economia russa, ovviamente descritta come decadente e povera, senza però che nessuno abbia verificato se la sua visione corrispondesse al vero. “La Russia non fa nulla“, ha detto Obama all’Economist, “Gli immigrati non stanno andando a Mosca in cerca di opportunità. L’aspettativa di vita del maschio russo è di circa sessant’anni. La popolazione sta diminuendo”. Tutte accuse quelle di Obama che fanno pensare alla Russia come ad un Paese in crisi, e sono accuse che in qualche modo lasciano il segno dal momento che nessuno in Tv si è premurato di andare a verificare l’effettiva capacità dell’economia russa. Innanzitutto facendolo si scoprirebbe che è assolutamente falso che la Russia non faccia nulla dal momento che secondo la Russia Central Bank le esportazioni di prodotti e servizi hanno fruttato a Mosca qualcosa come 593 miliardi di dollari nel 2013. Circa 355 miliardi di dollari sono arrivati dalla vendita di petrolio e gas, mentre i rimanenti sono arrivati da altri settori dell’economia. Non solo, da tempo Mosca si è affermata nel mondo come la seconda esportatrice di armi dopo gli Stati Uniti, basti pensare che la Russia ha venduto 15,7 miliardi di dollari di armi a oltre 60 paesi, inclusi Cina e India solo lo scorso anno. C’è anche una grande richiesta delle soluzioni high tech russe nei settori nucleare, dell’industria spaziale, dei software e in altri campi in tutto il mondo.

Ma anche la seconda accusa di Obama, quella che gli immigrati non starebbero andando a Mosca, sarebbe una balla colossale. In termini di migrazione infatti la Russia si piazza al secondo posto mondiale sorpassata solamente dagli Stati Uniti, come sottolineato peraltro anche dalle Nazioni Unite. Secondo stime delle Nazioni Unite infatti in Russia, a oggi, vivrebbero oltre undici milioni di stranieri. Dai tempi della caduta dell’Unione Sovietica la Russia è diventata una destinazione molto attrattiva per tutti gli abitanti delle ex repubbliche sovietiche e secondo i dati di Mosca solo nel 2013 sarebbero arrivati qualcosa come 420.000 immigrati nel Paese. Sempre secondo l’agenzia ci sarebbero poi altri 4 milioni di stranieri che vivono in Russia illegalmente. Ma Obama ha detto una bugia anche riguardo alle aspettative di vita dei russi, una bugia doppiamente velenosa dal momento che dopo la caduta del comunismo la qualità della vita in Russia è effettivamente calata ai minimi storici con l’aspettativa di vita che era scesa persino a 58 anni. Peccato che allora al governo ci fosse il “democratico” Eiltsin mentre ora le cose siano tornate a migliorare, con l’aspettativa di vita che è risalita a 64 anni, questo almeno secondo i dati della World Health Organization. Veniamo poi all’ultima bugia, quella della crescita zero. Secondo i dati ufficiali infatti la percentuale delle nascite in Russia è cresciuta di circa 100.000 all’anno negli ultimi anni superando il numero annuale dei morti. Nel periodo tra gennaio e giugno 2014 in Russia infatti sono nati quasi un milione di bambini. Insomma Obama ha detto un insieme di bugie o di parziali verità, il tutto senza che nessuno abbia osato contraddirlo. Guai però a suggerire di sciorinare dati sulla società americana, i media potrebbero incorrere in una brutta sorpresa.

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