La Casa Bianca fa pressioni su Mosca per avere SnowdenTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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La Casa Bianca fa pressioni su Mosca per avere Snowden

La Casa Bianca ha cominciato a fare pressioni su Mosca per ottenere l’estradizione di Snowden. Ieri la “talpa” è fuggita a Mosca con degli avvocati di WikiLeaks e sarebbe ora pronta a chiedere asilo all’Ecuador.

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(AFP Photo / Philippe Lopez)

Quando Barack Obama è diventato il presidente degli Stati Uniti abbiamo tutti un pò pensato che avrebbe in parte addolcito alcuni aspetti della polita estera a stelle e strisce. A distanza di qualche anno invece possiamo dire chiaramente che l’elezione di Obama non è servita da quel punto di vista, anzi. Edward Snowden, proprio come noi, si era a sua volta illuso che le cose con Obama sarebbero cambiate. Quando ha visto però che l’Nsa spiava centinava di milioni di persone assieme ai servizi britannici, Snowden deve essersi reso conto che rispetto a prima non era cambiato un bel nulla. Da qui la decisione di fuggire a Hong Kong e di raccontare al Guardian tutto quanto, scatenando un incredibile polverone. Questo fino a ieri, quando Snowden ha preso un volo per Mosca accompagnato da alcuni legali di WikiLeaks, forse per fare scalo in Russia e raggiungere il Sudamerica, dove avrebbe chiesto asilo all’Ecuador.

Dati la nostra intensificata cooperazione dopo l’attentato alla maratona di Boston e il nostro passato di collaborazione con la Russia su questioni di applicazione della legge, compresa la riconsegna alla Russia di numerosi criminali ad alto profilo su richiesta dello stesso governo russo“, ha dichiarato Caitlin Hayden, portavoce presidenziale per la Sicurezza Nazionale, “ci attendiamo che quest’ultimo valuti tute le opzioni disponibili in vista di espellere il signor Snowden e restituirlo agli Stati Uniti, così che affronti la giustizia per i reati dei quali è accusato“. Sono quindi già cominciate le pressioni americane sul Cremlino per ottenere l’ex dipendente della Cia. Hayden ha quindi manifestato l’irritazione dell’amministrazione di Washington nei confronti delle autorità di Hong Kong per aver lasciato partire il trentenne esperto d’informatica, già dipendente della Cia, “nonostante la legalmente valida richiesta americana di arrestarlo in vista di una sua estradizione, sulla base dell’accordo bilaterale in materia“. Intanto però Hong Kong ha fatto partire la “talpa” che oggi ripartirà via Cuba proprio per l’Ecuador, dove ha chiesto asilo politico. ”Non ha attraversato la zona controlli, quindi formalmente non ha attraversato il confine“, ha riferito una fonte dell’aeroporto, citata dall’agenzia Itar-Tass. A differenza di quello che sostiene la Casa Bianca comunque, la Russia non avrebbe alcun motivo per fermare l’ex agente governativo: ”Snowden non è in una lista di ricercati internazionali, cosa che potrebbe costituire un fondamento per fermarlo. Nè ha commesso alcun reato nel territorio della Federazione Russa“, ha osservato una fonte delle forze dell’ordine citata da Itar-Tass.

Intanto l’Ecuador ha voluto commentare la richiesta di asilo avanzata da Edward Snowden all’Ecuador:  ”ha a che fare con la libertà di espressione e con la sicurezza dei cittadini nel mondo“. Lo ha detto il ministro degli Esteri dell’Ecuador Ricardo Patino, parlando con i giornalisti ad Hanoi, in Vietnam, prima di incontrare l’omologo locale. Il ministro non ha detto quanto impiegherà l’Ecuador prendere una decisione sulla richiesta. Gli Stati Uniti quindi continuano la loro “caccia all’uomo” per mettere le mani su Edward Snowden, anche perchè il dubbio è che abbia solo cominciato a scoperchiare un vero e proprio vaso di Pandora. E come ha detto l’agenzia cinese Xinhua, emerge un quadro secondo cui gli Stati Uniti si configurano come i “più grandi teppisti dei nostri tempi”.

D.C.

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