La ciclicità della russofobiaTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

La ciclicità della russofobia

All’incirca ogni cento anni qualcuno fomenta una politica russofoba che culmina spesso e volentieri con una invasione della Russia puntualmente fallita. Da Napoleone a Hitler la storia sembra ripercorrere sempre gli stessi binari e oggi la russofobia torna a farla da padrone da Kiev a Varsavia, da Washington fino a Londra.  Come disse Gramsci: “La storia insegna ma non ha scolari”. 

Se qualcuno studiasse la storia recente scoprirebbe che le dinamiche che ispirano la geopolitica e il confronto mondiale tra superpotenze non sono improvvisate, non piovono dal cielo, ma seguono degli schemi che affondano le radici nel passato. Prendiamo lo storico rapporto tra Occidente e Russia ad esempio visto che proprio il confronto/scontro con Mosca sembra essere tornato il leit motiv delle relazioni internazionali nel XXI secolo. Anche qui ci accorgeremmo che non si tratta di uno scenario nuovo, lo scenario semmai sembra essere sempre lo stesso. Già ai tempi della Francia di Napoleone infatti l’Occidente lanciò un attacco nel cuore della Russia, erano altri tempi, altri uomini, altri contesti, ma quello che rimane è l’attacco verso Est fallito miseramente. Nel XX secolo con l’invasione della Germania hitleriana con la famigerata “Operazione Barbarossa” il piano si stava quasi realizzando ma l’eroismo e il sacrificio di milioni di soldati dell’Armata Rossa portò alla sconfitta del nazifascismo e allo sbriciolarsi del Terzo Reich. Poi c’è stata la Guerra Fredda ovvero un modo per congelare i rapporti con la Russia e per congelare un conflitto in potenza tra due blocchi. Quando poi l’Urss è crollato Boris Eiltsin ha sostanzialmente annullato come “nemico” geopolitico la Russia per tutti gli anni Novanta, ma oggi che la Russia torna ad avere aspirazioni da superpotenza indipendente, ecco che la russofobia torna a macinare riproponendo scenari di guerra. Come disse Antonio Gramsci: “La storia insegna ma non ha scolari”, e aveva ragione. Ancora una volta l’Occidente dimentico del passato mostra i muscoli nei confronti della Russia, e l’allargamento dei confini della Nato fino allo spazio vitale della Russia rappresenta per certi versi una dichiarazione di intenti che l’Orso russo difficilmente non coglierà. Vi è poi un altro elemento che sfugge a strateghi e acrobati occidentali, ovvero che l’Occidente ha sempre perso in confronti militari con la Russia. Dimentichi della storia e soprattutto del fatto che ciclicamente la russofobia diventa una risposta ai problemi dell’Europa e dell’Occidente in senso lato, ecco che la storia sembra ripetersi ancora una volta, e la sensaizone è che ancora una volta la storia presenterà il conto.

Gracchuis Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top