La Consulta dice "no" al Cavaliere e la destra attacca le istituzioniTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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La Consulta dice “no” al Cavaliere e la destra attacca le istituzioni

La Consulta ha respinto la richiesta di legittimo impedimento avanzata il 1 marzo 2010 dai legali di Berlusconi.     E i pasdaran del Cavaliere reagiscono attaccando le istituzioni con la bava alla bocca. 

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La Consulta ha respinto il conflitto di attribuzione tra poteri sollevato da Palazzo Chigi nei confronti del tribunale di Milano, dove era allora in corso il procedimento, nell’ambito del quale il leader del Pdl è stato condannato in primo grado e in appello a 4 anni di reclusione (3 coperti da indulto) e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, e che nei prossimi mesi approderà in Cassazione. Come comprensibile i membri del Pdl hanno reagito alla notizia in modo isterico, assaltando le istituzioni nel tentativo di screditarle. Tentano di eliminarmi dalla politica ma vado avanti, ma confermo leale sostegno a governo. L’odierna decisione della consulta, che va contro il buon senso e tutta la precedente giurisprudenza della corte stessa, non avrà alcuna influenza sul mio impegno personale, leale e convinto, a sostegno del governo né su quello del Popolo della libertà“, ha tuonato Silvio Berlusconi che proprio non riesce a capacitarsi della decisione della Corte Costituzionale che non ha ritenuto sufficienti le scuse addotte dai legali del Cavaliere relativamente al legittimo impedimento.  ”La riunione del Cdm non è un impedimento assoluto“, ha spiegato la sentenza, Spettava all’autorità giudiziaria stabilire che non costituisce impedimento assoluto alla partecipazione all’udienza penale del 1 marzo 2010 l’impegno dell’imputato Presidente del Consiglio dei ministri di presiedere una riunione del Consiglio da lui stesso convocata per tale giorno”, che invece “egli aveva in precedenza indicato come utile per la sua partecipazione all’udienza“. Come prevedibile i legali di Berlusconi  Piero Longo e Niccolò Ghedini  si sono scagliati contro la Corte Costituzionale: “I precedenti della Corte Costituzionale in tema di legittimo impedimento sono inequivocabili e non avrebbero mai consentito soluzione diversa dall’accoglimento del conflitto proposto dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Evidentemente la decisione assunta si è basata su logiche diverse che non possono che destare grave preoccupazione“. Gli altri berluscones del Pdl si definiscono “sbigottiti”, “allibiti” e quant’altro. Figuratevi noi…

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