La crescita inarrestabile del "partito dell'Astensione"Tribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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La crescita inarrestabile del “partito dell’Astensione”

Dopo le amministrative gli addetti ai lavori cercano di analizzare i risultati e di trarre conclusioni. Il dato più eclatante però a noi sembra l’ennesima “vittoria” dell’astensione con un cittadino su due che ha disertato le urne, ovvero un netto e insindacabile -12% rispetto alle precedenti che la dice lunga sul sentimento di frustrazione, rabbia e distacco dei cittadini nei confronti della politica. 

Che un cittadino voti o no al potere costituito, alle istituzioni e alla classe politica interessa fino a un certo punto. Avete mai sentito qualcuno mettere in discussione il funzionamento della “democrazia” americana dove votano solo un terzo, se va bene, degli aventi diritto? Votare è un diritto e anche un dovere, eppure troppi cittadini stanno cominciando a non votare più, vuoi per rabbia, vuoi per rassegnazione, vuoi per cercare di dare un segnale a una classe politica ormai incapace di rappresentare intere categorie di persone che preferiscono disertare le urne piuttosto che dare il loro voto a qualcuno che ritengono invece responsabile quando non complice per lo stato di cose attuali. A differenza di quello che si potrebbe pensare infatti il numero di cittadini che si rompe e decide di non andare alle urne è in aumento, e anche se per queste amministrative si è votato solo un giorno contro i due delle precedenti consultazioni, non può essere un caso quel -12% nell’affluenza, un dato netto che mostra come ci siano migliaia di italiani stanchi ed anche un pò incazzati che non hanno intenzione di dare il loro voto a personaggi che non li rappresentano. Esiste un’Italia di sinistra che, semplicemente, non ha rappresentanza, esiste un’Italia di giovani, precari e quant’altro che non ha la minima intenzione di allinearsi al pensiero unico, e in questo senso il Movimento Cinque Stelle, per quanto si proponga come “anti-sistema”, con il suo proporsi come partito “oltre” la destra e la sinistra comincia a sua volta a stancare anche se molti giovani finiscono per votare Grillo quasi per consunzione, pur di non votare Salvini o Renzi. La realtà è che un vero partito di sinistra, coraggioso e soprattutto orgoglioso delle proprie idee e della propria identità, sarebbe eccome in grado di drenare consensi e di mettere su un movimento politico capace di dire la sua nel Paese. L’astensionismo alle stelle indica che lo spazio esiste ma che per percorrerlo bisogna essere davvero rivoluzionari e alternativi a un sistema che si mostra sempre più come irriformabile e sordo ai reali bisogni del Paese. Peccato che se a guidare questa nuova sinistra saranno personaggi come Civati e Vendola, ecco che non si andrà oltre il solito partito di testimonianza da 2 o 3%, niente altro che il solito partitino incapace di rappresentare nessuno se non se stesso, incapace di andare oltre la mera rivendicazione di diritti per poche categorie di persone, vittima di una vigliaccheria che si estrinseca nella completa subalternità sistemica nei confronti del pensiero dominante. Insomma le riserve di voti ci sono, ma proprio perchè si tratta di cittadini stanchi che non votano più non basteranno le solite promesse per riportarli alle urne, bisognerà essere molto più credibili.

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