La Crimea chiede la secessione e si stringe sotto la statua di LeninTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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La Crimea chiede la secessione e si stringe sotto la statua di Lenin

Mentre i media danno ampio spazio all’Ucraina “pro-Ue”, si parla finalmente anche della Crimea dove la popolazione filorussa vede di cattivo occhio il governo imposto dai moti di piazza di Kiev. Già territorio russo, la Crimea venne donata all’Ucraina da Nikita Krushev nel 1954, e qui la popolazione sembra avere le idee ben diverse da piazza Maidan. 

Spesso per semplificare la situazione internazionale ingarbugliata si cede alla situazione di dividere le forze in campo tra buoni e cattivi. E’ una semplificazione che serve ad affrontare i problemi ma che non aiuta a sbrogliare la matassa e soprattutto a comprendere che cosa sta succedendo. Qualcuno ha deciso che i manifestanti dell’Ucraina occidentale siano “sinceri” mentre quelli che sono scesi in piazza in Ucraina orientale e in Crimea sarebbero prezzolati dai russi. La realtà è che l’Ucraina è un paese diviso, un paese che portava con sè i germi di una crisi annunciata fin dal 1991. Stranamente l’Occidente ha voluto soprassedere di fronte alle violenze delle bande paramilitari neofasciste protagoniste degli scontri di piazza Maidan, mentre ha definito dei “provocatori secessionisti” i manifestanti scesi in piazza a Sebastopoli, Simferopoli e Donetsk con le bandiere russe. Per fortuna, sapendo districarsi tra le fonti, è ancora possibile trovare informazioni oggettive su quello che sta succedendo. Lo ha fatto l’ANSA, con un articolo reportage sulla Crimea a firma di Claudio Accogli, con un pezzo che ci aiuta se non altro ad avere un quadro più chiaro della situazione. Accogli ci racconta come il nuovo premier della Crimea, Serghiei Akseniev, abbia proposto il referendum per la piena indipendenza dall’Ucraina, un referendum che ora ha anche una data, il 30 marzo. Il timore diffuso tra gli abitanti russofoni della Crimea è quello che i “filo-nazisti di Maidan” li uccidano, un timore che Kerry, Obama e tutti gli altri leader dell’Occidente non vogliono vedere. Piazza Lenin, a Simferopoli, non ha visto come a Kiev gli assalti delle bande neofasciste, bensì la popolazione che si è raccolta sotto la statua del rivoluzionario russo. Qui si sono visti manifestanti che intonavano cori contro la Nato e contro il fascismo, e decine di persone a fare la fila per iscriversi al partito comunista (la fonte è sempre Accogli). In viale Karl Marx qualcuno ha anche ornato il memoriale dei caduti della Seconda Guerra Mondiale con una bandiera russa e una con la falce e martello, segno di quanto viene sentita la minaccia di un governo di estrema destra a Kiev. Insomma, stando a quanto si legge qua e là l’Ucraina appare realmente divisa come non mai, e solo la reale volontà di trovare una soluzione pacifica potrà scongiurare l’acuirsi di tensioni pericolose.

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