La crisi uccide. Lo prova uno studio di OxfordTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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La crisi uccide. Lo prova uno studio di Oxford

La crisi uccide. Lo abbiamo sempre pensato ma ora la conferma arriva anche da uno studio dell’Università britannica di Oxford, che ha sottolineato come finora l’Austerity possa essere considerata direttamente responsabile di almeno mille suicidi e un milione di casi di depressione. 

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La crisi uccide, e questo lo abbiamo sempre detto, anche se sono ancora molti quelli che difendono a oltranza tale sistema, negando una connessione reale tra i casi di suicidio, depressione, e la crisi economica. A uccidere anzi non è tanto la crisi in sè, quanto il modo con cui le autorità hanno deciso di rispondere alla crisi, ovvero con tagli indiscriminati che pesano ovviamente sulle parti più esposte delle società. Ora però a surrogare chi, come noi, ha sempre puntato il dito contro un sistema inumano e ingiusto, è venuta incontro anche la “scienza”. Ne sanno qualcosa ad Oxford, dove David Stuckler, economista dell’università, e un medico di Stanford, Sanjay Basu hanno pubblicato un libro dal titolo: “The Body Economic: Why Austerity Kills” che raccoglie al suo interno dieci anni di studi. Gli studi pubblicati hanno dimostrato che le misure di austerity prese in Europa e Nord America hanno portato ad oltre mille suicidi e a qualcosa come un milione di casi di depressione collegati alla crisi. Gli autori hanno fatto un confronto tra gli effetti sulla salute di eventi come la Grande Recessione, la fine dell’Urss e la recente crisi economica: “Le conseguenze che abbiamo trovato vanno dalle epidemie di Hiv e malaria alla carenza di medicine all’aumento di alcolismo, depressione e suicidi   l’austerita’ puo’ avere effetti devastanti”.Gli autori hanno fatto l’esempio della Grecia, dove a causa dei tagli sul budget per la prevenzione dall’Aids, c’è stato un aumento dei casi di malati del 200% oltre che la prima epidemia di malaria da decenni. Anche negli Stati Uniti, a dispetto delle promesse di Obama, circa cinque milioni di persone hanno perso ogni copertura sanitaria.  Proprio nei periodi di crisi, sottolinea il libro, adeguati programmi sanitari possono evitare gli effetti sulla salute: ”Un esempio e’ il programma contro i suicidi in Svezia che li ha abbassati proprio durante gli anni peggiori della crisi”. Insomma, la crisi uccide, e senza adeguate contromisure sarà difficile invertire la tendenza entro breve tempo.

Gracchus Babeuf

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