La cronaca nera come "arma politica". Ma non sempreTribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
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La cronaca nera come “arma politica”. Ma non sempre

C’è chi utilizza la cronaca nera come una sorta di arma politica per guadagnare voti. Così i reati commessi dagli extracomunitari assumono un significato particolare per chi vuole strumentalizzare qualsiasi cosa pur di ottenere una manciata di consensi. Quando invece a commettere certi reati sono gli italiani, ecco che si percepisce meno indignazione nell’aria..E’ il caso di quanto successo a Roma, con un 31enne militare, italiano, accusato di violenza sessuale. 

Di solito commentare la cronaca nera non ci piace per niente, anzi siamo soliti saltarla letteralmente a piè pari, perfettamente certi che si tratti nella maggior parte dei casi di semplice spazzatura, o peggio di armi di distrazione di massa. Quando però accade che alcune forze politiche utilizzino proprio la cronaca nera per cercare consensi, ecco che la questione della cronaca nera diventa una questione prettamente politica in quanto determina e influenza la politica. Ad esempio la Lega Nord, ma prima della Lega era il caso di una certa destra (vedi campagna per il sindaco di Roma di Alemanno), rincorre la cronaca nera proprio per parlare alla pancia della gente, facendo leva sull’atavico senso di insicurezza e di “assedio”. Chiaramente gli extracomunitari sono assolutamente perfetti alla bisogna dal momento che si tratta di persone deboli, senza legami sociali, estranee al nostro paese e quindi attaccabili , passateci il termine, a costo zero. Non dovrebbe esserci una gradazione nel crimine derivante dalla “razza” di chi lo commette, eppure guardando alla vicenda della giovane minorenne violentata a Roma da parte di un militare italiano di 31 anni è impossibile non pensarci alla luce delle reazioni che si leggono sul web o si sentono per strada. La sensazione è che se lo stesso crimine fosse stato commesso da uno straniero migliaia di utenti avrebbero invocato castrazioni chimiche, fucilazioni e deportazioni. Se invece il crimine viene commesso da un italiano diventa quasi un “indicente di percorso”, un reato da esecrare sì, ma nemmeno tanto perchè in fondo sono cose che capitano e possono capitare. Insomma una doppia morale che i media utilizzano a proprio piacimento dando peso o meno peso a un crimine piuttosto che a un altro non in base a un criterio “scientifico” o ragionato, bensì in base alla cosa più conveniente in quel momento per motivi di audience, convenienza, opportunità. Viceversa la storia di extracomunitari che sono integrati e fanno del bene interessa di meno, e quindi tali notizie vengono bellamente ignorate, continuando così ad accrescere il pregiudizio.

Gb

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