La democrazia è morta dove è nata, ad Atene, ma per mano tedescaTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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La democrazia è morta dove è nata, ad Atene, ma per mano tedesca

Prima le dimissioni del ministro delle Finanze Varoufakis, poi l’accordo con l’Eurozona che mette Tsipras all’angolo. E ora che la Germania chiede la testa del premier ellenico ecco che Bild prefigura un governo di unità nazionale e nuove elezioni ad autunno. Ma come ha detto un funzionario di Syriza, a questo punto, che senso avrebbe votare se le decisioni vengono comunque prese altrove? 

Pensate che sia un titolo forse troppo duro? A noi sembra di no. Il quotidiano tedesco Bild ha reso noto che Berlino vuole lo “scalpo” di Alexis Tsipras, una sorta di tributo che la Grecia dovrà pagare se vorrà ottenere questo tanto atteso accordo. Ormai i tedeschi non tentano nemmeno più di nascondere le proprie finalità, ovvero quelle di costituire un governo tecnico in Grecia senza Tsipras e i “rompicoglioni” di sinistra di Syriza. Bild ha ventilato delle elezioni in autunno, e tale passo politico sarebbe già stato abbozzato dato che i centristi di Potami sono stati coinvolti nel rimpasto di governo che servirà al premier ellenico per far accettare le riforme in Parlamento. Insomma se la Grecia vuole salvarsi Syriza va eliminata, e con essa le sue idee. Questo il diktat terribile di una Germania che, senza accorgersene forse, fa a pezzi la democrazia proprio nel suo luogo di nascita: Atene. Ma alla Germania non interessa, l’importante è punire e umiliare un Paese che ha osato pensare con la forza di popolo di sconfiggere il potere delle banche.  Durissima, e in questo senso anche condivisibile, la presa di posizione esternata da un funzionario di Syriza e riportata da “Il Fatto”: “Prima hanno fatto fuori il ministro delle Finanze, ora ci impongono persino un cambio di premier: tanto vale non andare più a votare”. E come dargli torto? Che senso ha aprire le urne se quando ne esce un risultato non gradito ai creditori internazionale questo risultato elettorale viene puntualmente disatteso? Del resto in passato quando c’era ancora la Guerra Fredda un tale Kissinger, non a caso considerato un “modello” da molti che ritengono un “modello” anche l’Ue e la Nato, disse la seguente cosa sulla democrazia: “Non vedo alcuna ragione per cui ad un paese dovrebbe essere permesso di diventare marxista soltanto perché il suo popolo è irresponsabile. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli.” Vi ricorda qualcosa?

Gb

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