La "Dissoluzione Urss una catastrofe del XX secolo"Tribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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La “Dissoluzione Urss una catastrofe del XX secolo”

Vladimir Putin ha rilasciato una intervista ai media francesi nella quale ha affermato che la disintegrazione dell’Urss fu una catastrofe vera e propria. I dati a vent’anni dal crollo del socialismo reale sembrano confermarlo.

Prima una premessa, che di questi tempi diventa necessaria vista la strumentalizzazione con la quale alcuni individui operano nel mondo dell’informazione: Non intendiamo mitizzare Putin nè essere suoi sostenitori; vogliamo solo mostrare come la realtà si sia polarizzata in modo del tutto non oggettivo, presentando in modo aprioristico gli Stati Uniti e l’Europa come “fautori della democrazia” e la Russia e chi vi si oppone come “imperi del male”. Parlando ai media francesi il leader del Cremlino, Vladimir Putin ha detto di ritenere che la dissoluzione dell’Unione Sovietica sarebbe stata una vera e propria catastrofe umanitaria del XX secolo, questo perchè ha lasciato dall’oggi al domani milioni di persone separate e senza mezzi di sussistenza. Non solo, Putin ha anche detto che la Russia non ha alcuna intenzione di svilupparsi a spese dell’annessione di territori stranieri e di “rilanciare l’impero”, bensì ha detto di auspicarsi la creazione di un’unione economica. A questo proposito Putin ha sottolineato l’importanza dell’integrazione economica, in particolare, nel quadro dell’Unione doganale euroasiatica. Del resto in pochi ricordano che nel marzo del 1991 si tenne un referendum sul mantenimento dell’Urss che ben sei repubbliche rifiutarono di organizzare: Lituania, Estonia, Lettonia, Armenia, Georgia e Moldavia, ma nonostante questo partecipò l’80% degli elettori sovietici e ben il 76,4% si espressa a favore della conservazione. Tale risultato venne completamente ignorato e nel giro di pochi anni la distruzione dell’Unione Sovietica portò letteralmente milioni di persone sotto la soglia di povertà distruggendo completamente l’industria russa e disarticolando la struttura scientifica e di ricerca del Paese. Per tacere della sanità e dell’educazione pubblica, che nel giro di pochi anni venne scardinata, e dell’insorgere dei nazionalismi che hanno portato a guerre civili in varie repubbliche poi finite nelle mani di satrapi di vario genere. Chi ci guadagnò dunque dalla dissoluzione dell’Urss? Non certo il popolo russo, ovviamente, dato che a vent’anni dal crollo dell’Urss continua ad avere un tenore di vita in media inferiore rispetto a quello dell’Unione Sovietica, esclusi ovviamente pochi ricconi che hanno fatto miliardi di rubli predando le risorse statali. Solo per fare alcuni esempi la Russia aveva 150 milioni di abitanti contro i 142 attuali; la Lituania nel 1991 aveva 3 milioni e 700.000 abitanti contro i due milioni e mezzo di oggi, stessa cosa l’Ucraina che ne aveva cinquanta milioni e oggi arriva a malapena a quarantacinque. Non solo, la speranza di vita si è abbassata notevolmente. Quindi ovvio, Putin non ha niente che lo leghi a quel passato in quanto il suo governo non è comunista nè di sinistra, tuttavia gli si può almeno concedere di aver invertito la tendenza rispetto a Eiltsin e di aver nuovamente cercato di contrapporsi all’espansionismo a stelle e strisce. E’ poco, certo, ma già qualcosa.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/khosu/3590955170/”>Edgar Rubio</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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Un commento

  1. ok, ma se anche putin riconosce che il crollo dell’urss e’ stato un disastro del XX secolo, perché e’ crollata? solo per le riforme liberali di gorbaciov? ma putin guida un governo di centrodestra, perché? esseno stato un colonnello del kgb, almeno un governo socialdemocratico si doveva aspettare? molto strano che non si abbia rispettato la volonta’ dei popoli sovietici, maledetto gorbaciov e maledetto eltsin!!!!!!

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