La dittatura dei "coriandoli"Tribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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La dittatura dei “coriandoli”

La dittatura dei “coriandoli”

Una contestatrice di  ha lanciato dei coriandoli addosso al presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi per protestare contro la dittatura della Bce. Si tratta di una metafora quantomai azzeccata per spiegare la natura del totalitarismo del XXI secolo, quello dei mercati e della finanza. Una dittatura impersonale, liquida, ma dannatamente efficace che era stata arginata per mezzo secolo solo dall’esistenza di un blocco contrapposto: quello del Socialismo Reale. 

La contestatrice che ha lanciato addosso a Mario Draghi dei coriandoli nel corso della conferenza stampa all’Eurotower si è guadagnata se non altro le pagine dei giornali. Si è trattato di un gesto dal forte, fortissimo significato simbolico che non può essere derubricato nel semplice folklore perchè indipendentemente da chi ci sia dietro questo gesto c’è sicuramente un fondo di verità dietro il messaggio che voleva veicolare. Del resto proprio il movimento #Blockupy 1 aveva dimostrato di non andare propriamente “a genio” all’establishment, vedi la reazione della polizia tedesca alle contestazioni di Francoforte dello scorso 18 marzo. Una metafora il bombardamento con i coriandoli che, a nostro dire, fotografa meglio di molte altre allegorie la natura di questa dittatura moderna del XXI secolo che sembra aver imparato dagli errori del passato per aver elaborato il “totalitarismo perfetto“. Pensate che stiamo esagerando? Possibile, eppure mai come oggi ci troviamo di fronte al fatto compito del #pensierounico, un pensiero unico talmente forte da aver travolto le vecchie categorie. Non ci credete? Anche quegli stessi intellettuali antisistema, a parole, dicono che destra e sinistra non esistono più. Magari lo affermano in buona fede, magari no, eppure proprio questo concetto del superamento di #destra e #sinistra e di #comunismo e fascismo nasconde dietro di sè la propaganda di questo nuovo totalitarismo che si nutre proprio dell’appiattimento generale per imporre se stesso. Ogni ideologia è stata sbrindellata e il senso comune ha lavorato silenziosamente facendo credere esso stesso di non esserlo, e invece. E invece l’ideologia del libero mercato e del totalitarismo dei profitti ha trionfato su tutta la linea e la sua genialità è stata proprio quella di essere liquida, amorfa, apparentemente di “non essere” mentre in realtà permea tutto, ogni aspetto delle nostre esistenze. E dato che tale “dittatura dei coriandoli” è talmente leggera da non venire nemmeno percepita, possiamo tranquillamente sostenere di essere di fronte a una dittatura che si è costruita giorno dopo giorno sulla complicità e sull’ignoranza delle masse, affascinate da un mondo post-moderno senza ideologie che però esisteva solamente nella propaganda di regime. Sotto la facciata però, sotto il velo leggero dei coriandoli, si nasconde il volto oscuro di una dittatura pervasiva e spietata che non si vergogna minimamente di ritenere un conto economico come molto più importante della vita di un essere umano. Si tratta di una dittatura dal volto rassicurante che si presenta con 24Ore e cravatta, ma dietro il velo rassicurante del Business si nasconde nella realtà un mercimonio che ormai non ha più alcuna ideologia contraria a contrastarlo come poteva essere il comunismo nel XXI secolo, e che quindi travolge tutto: la cultura dei popoli, il corpo degli esseri umani, la natura. In questo contesto risulta ancor più drammatico constatare come la “dittatura dei coriandoli” della Troika abbia affermato se stessa annichilendo le Costituzioni dei singoli paesi e sostanzialmente esautorando la sovranità di ciascuno Stato. Si è trattato di un Golpe silenzioso ma di un Golpe in quanto la natura di Costituzioni firmate spesso e volentieri sul sangue dei rispettivi Paesi è stata completamente stralciata senza che tale decisione venisse sottoposta a giudizio popolare. Si è deciso che l’Ue doveva essere il nostro futuro, ma non si è trattato di certo di una sorpresa per chi, quando ancora esisteva la Guerra Fredda, guardava dall’altra parte della “Cortina di Ferro”. Noi infatti riteniamo che il “Vulnus” che ha scatenato le odierne sofferenze non sia figlio solo dell’Ue e della troika, ma abbia radici che affondano al Secondo Dopoguerra, quando cioè gli Stati Uniti decisero che l’Europa non era libera, qualora lo avesse voluto, di guardare al socialismo. Se non si affronta questo nodo non si potrà mai comprendere come mai in Europa abbiamo classi politiche che remano contro gli interessi dei rispettivi paesi di appartenenza. La realtà è che tali classi politiche semplicemente non possono farlo perchè devono muoversi all’interno di recinti che non sono decisi da loro, possono al massimo ambire al ruolo di “neri da cortile” dell’imperialismo americano. Noi invece, al posto che stupirci di fronte alla realtà, troviamo in essa conferma della nostra intuizione, ovvero che quello del governo unico europeo sia l’unico esito possibile per delle dinamiche che erano state innestate diversi decenni prima e che l’esistenza dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia avevano, momentaneamente, solo congelato. Non fosse per l’esistenza dell’Unione Sovietica e del Socialismo Reale infatti, l’imprenditoria vendidora italiana ed europea avrebbero cominciato sin da subito la vendita dei gioielli di famiglia e avrebbero sin da subito smantellato ogni sistema si assistenzialismo. Non fosse per l’esistenza stessa di un pungolo, il comunismo appunto, il capitalismo avrebbe dispiegato sin dal 1945 il suo vero volto. E dato che la Storia, Nuntia Vetustatis e Magistra Vitae, è sempre in grado di dare risposta se la si guarda con occhio attento, basta guardare a come il mondo è cambiato in peggio sotto ogni punto di vista proprio all’indomani del 1989. Semplicemente il corso della storia è ricominciato, e non procede affatto verso un miglioramento delle condizioni di vita umane, bensì verso un mondo di guerra, di predazione, di sopraffazione del più forte nei confronti del più debole. E’ per questo che, ancora una volta, possiamo affermare con più forza: O sarà socialismo, o saranno barbarie.

Nell’articolo abbiamo parlato di #Blockupy perchè in un primo momento veniva detto che la contestatrice faceva parte di quel movimento. In seguito gli organi di stampa hanno detto che si tratterebbe di una #Femen e la cosa non sarebbe secondaria dal momento che quest’ultimo movimento non può a nostro giudizio considerarsi propriamente anticapitalista anche a causa dei suoi “sponsor”, vedi Soros, e della posizione assunta ad esempio sulla questione Ucraina. Questo però non cambia la sostanza del contenuto della tesi dell’articolo. In ogni caso l’autrice del gesto, Josephine Witt, ha smentito di aver compiuto il gesto a nome delle Femen, vedi link sotto.

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/04/15/bce-femen-rivendica-indirettamente-azione-contro-draghi_42fe4f39-0d3e-4b17-907b-2349c6456c26.html

Gracchus Babeuf

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