La Domenica Economica. O meglio, Abeconomica.Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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La Domenica Economica. O meglio, Abeconomica.

Proprio adesso che l’Europa si trova in clima di austerity, il Giappone si muove controcorrente. Shinzo Abe, Primo Ministro giapponese e leader dell’LDP (Partito Liberal Democratico), ha avviato questo processo gia nei primi mesi del 2013 e, la scorsa settimana, ha presentato le misure per il rilancio dell’economia nel medio-lungo termine.

Fonte: Oltremedianews

Shinzo Abe, Primo Ministro per la seconda volta (la prima fu per un solo anno nel 2006), e’ un modernista e, allo stesso tempo, un conservatore. Ecco il paradosso. Sette anni fa, infatti, si era presentato all’opinione pubblica come un nazionalista, anche a costo di mistificare le realtà storiche del secolo scorso, negando le violenze imperialistiche perpetrate dal Giappone ai danni delle prigioniere di guerra della vicina Corea. Ora, tralasciando gli equivoci di una politica diplomatica difficile, anche nei confronti del colosso cinese, propone una triade di riforme: monetaria, fiscale e strutturale.

La prima, quella monetaria, e’ volta ad invertire la deflazione cronica che ha caratterizzato l’economia giapponese degli ultimi anni, a tal fine e’ stato consentito alla Banca Centrale di battere moneta raggiungendo un target di inflazione pari al 2%. Questo ha indebolito il tasso dello Yen, reso più competitivi i prodotti giapponesi incrementando le esportazioni, rivitalizzato gli investimenti in valuta estera e il mercato azionario, sebbene, proprio quest’ultimo, ne abbia risentito diventando ancora piu’ volatile (sintomo di cio’ e’ stato il calo dell’Indice Nikkei pari al -3,83% dei giorni scorsi).

La seconda proposta consiste in una politica fiscale espansiva che ha come obiettivo quello di favorire gli investimenti e il consumo interno, incentivando le imprese alla modernizzazione degli impianti e ad un aumento di produttività e salari. Infine l’ultima e la più discussa e’ la proposta per la crescita che Mr Abe dovrà presentare a Londra, in un discorso alla City previsto per il 17-18 giugno c.a. . Ecco in cosa consiste: riforma del mercato del lavoro, in particolare quello femminile, liberalizzazioni interne, rottura con i privilegi delle lobby nei settori agricolo, medico e delle compagnie farmaceutiche facilitando la vendita dei medicinali, anche online. A questo si aggiunge la necessità per Mr Abe, di far entrare il Giappone nella Trans Pacific Partnership, di cui fanno parte anche gli Stati Uniti’, un altro passo per una maggiore competitività a livello internazionale.

Sta forse iniziando per il Giappone una nuova era Meji in ambito economico? Joseph Stiglitz sembra pensarla così affermando che il Giappone “potrebbe diventare uno dei pochi raggi di sole nello scenario altrimenti buio dei paesi avanzati”. Concorde con lui è anche Krugman, premio nobel per l’economia nel 2008, che scrive sul New York Times: “Qualunque siano le sue ragioni, Mr Abe sta rompendo con una cattiva ortodossia. E se ci riuscisse, qualcosa di rilevante starebbe per succedere: il Giappone, pioniere nell’economia della stagnazione, potrebbe finire per mostrare al resto di noi una via d’uscita”. Indubbiamente alcune di queste misure sono di difficile applicazione nei paesi dell’eurozona, i quali non godono di una propria sovranità monetaria e, all’opposto, sono vincolati alle decisioni della BCE. Inoltre, anche per lo stesso Giappone, la via di uscita potrebbe essere ancora lontana, tuttavia l’Europa, Italia compresa, potrebbe cogliere l’occasione di far propria questa sfida di rinnovamento.

   Luisa Lupo

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