La "Doppia Morale" colpisce ancoraTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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La “Doppia Morale” colpisce ancora

Tutti  giustamente sconvolti per la morte di 12 persone alla redazione dello Charlie Hebdo, nessuno piange una lacrima per i duemila nigeriani massacrati da Boko Haram, nessuno si è indignato quando a Odessa avvenne il terribile massacro nella casa dei sindacati.

Almeno 2.000 morti in Nigeria a causa degli attacchi di Boko Haram a un villaggio, una immane tragedia che però ha meritato sui nostri giornali solo pochi paragrafi magari in terza o quarta pagina dopo gli speciali sulla strage di Charlie. Retorica, fiumi di retorica e di speciali sull’orrore che è arrivato nel cuore dell’Europa, ed è effettivamente così dal momento che non si può che provare sgomento, rabbia e paura osservando le immagini dei due terroristi che hanno seminato morte nella redazione dello Charlie. Peccato che i nostri media sembrano scoprirla oggi la violenza mentre ormai sono mesi che arrivano immagini terrificanti di violenze inusitate in tutto il mondo, a cominciare dall’Iraq e dalla Siria dove i terroristi hanno ucciso non decine, ma migliaia di persone. Qualcuno potrebbe obiettare che è del tutto naturale sentire maggiormente le morti vicine a sè, e Parigi fa parte del nostro mondo culturale di conseguenza sia del tutto normale dare tutta questa importanza a questo avvenimento. Ma anche quando a Odessa, in Ucraina, qualche mese fa veniva dato alle fiamme il palazzo dei sindacati uccidendo decine e decine di persone, i nostri media non hanno cominciato mettendo la tragedia in prima pagina, bensì relegando la notizia nelle ultime pagine, come se fosse una notizia secondaria. Secondo noi invece la morte di ogni individuo è una tragedia e questa doppia morale rappresenta un vulnus della nostra società che si indigna sempre di più “a comando” riuscendo invece a ostentare indifferenza di fronte ad altri abominii solo perchè accadono lontano da noi o ci viene detto che non ci riguardano. Anche i duemila morti in Nigeria sono vittime del terrorismo così come i martiri di Odessa, eppure sembra quasi che ci sia un “terrorismo” e un “terrorismo” con solo quello che osa colpire l’Europa e l’Occidente che suscita davvero rabbia e commozione. L’altro, quello che agisce lontano, sembra quasi un qualcosa di un pò esotico da tenere lì per riempire le pagine di notizie, non un qualcosa davvero da debellare. Collegando i puntini però si noterebbe come sia tutto collegato, come le azioni dei governi occidentali abbiano poi indirette ripercussioni sul terrorismo sia fuori dall’Occidente, sia all’interno dell’Occidente. Ci vorrebbe invece una maggiore umanità e come si invoca la reazione della comunità internazionale contro lo Stato Islamico, bisognerebbe chiedere la stessa mobilitazione anche contro Boko Haram in Nigeria, ma stranamente, della sorte di qualche villaggio africano, all’Occidente non interessa poi così tanto. L’importante è tenere i terroristi lontano da sè.

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