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mercoledì , 25 gennaio 2017
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La doppia morale dell’Occidente

La doppia morale dell’Occidente

Il sistema capitalistico odierno si impernia su un sistema mediatico capillare e sempre più pervasivo oltre che sul principio della “Doppia Morale”, affinato e adattato al XXI secolo, ma ancora l’arma più efficace nelle mani di coloro che tirano le fila dell’economia globale. Vediamo come funziona…

Ormai in molti iniziano apertamente a parlare delle criticità del sistema capitalistico attuale, un sistema che sta portando velocemente il mondo verso un nuovo conflitto globale e attraverso una crisi economica e morale di grandi proporzioni e di cui non si vede la fine. Mai come ora l’Occidente, che continua a essere il traino di questo sistema non accettando di cedere il testimone di fronte all’avanzata dei Brics, infiamma il mondo con guerre e destabilizzazioni, e mai come oggi l’apparato mediatico e della propaganda ha affinato le armi diventando un vero e proprio strumento di guerra. Il principio della “Doppia Morale” è il vero asso nella manica dell’Occidente e degli Stati Uniti, un’arma devastante utilizzata nel corso degli anni dal mainstream per confondere, irretire e ipnotizzare una opinione pubblica ormai sempre più deprivata di senso critico e di profondità culturale. Gli Stati Uniti hanno addirittura reso sistemica questa “doppia morale” trovando il campo di addestramento ideale nella Guerra Fredda combattuta nel XX secolo con l’Unione Sovietica.

Come funzionava? Bhe pensate alle accuse lanciate dall’Occidente all’Unione Sovietica di non rispettare i diritti umani e di arrestare ingiustamente i dissidenti politici. Nello stesso periodo negli Stati Uniti con il macchartismo migliaia e migliaia di americani accusati di avere simpatie socialiste erano finiti in galera, e alcuni persino sulla sedia elettrica. Mentre le cancellerie “democratiche” accusavano il Blocco socialista di reprimere interi popoli in Ungheria e in Cecoslovacchia, gli Stati Uniti e i loro alleati provvedevano a schiacciare la Corea, il Vietnam, l’Angola, il Congo, il Sudamerica e molti altri paesi e continenti senza che nessuno osasse mettere in discussione la superiorità morale degli Stati Uniti. Non solo, la popolazione carceraria degli Stati Uniti arrivò nel corso degli anni persino a superare quella dell’Unione Sovietica, ma anche qui dettagli, i media mondiali avevano già deciso chi dovesse recitare la parte dei “buoni” della storia. Ma anche volessimo parlare solo di politica interna negli Stati Uniti degli anni Cinquanta e Sessanta il razzismo nei confronti degli afroamericani aveva raggiunto dei livelli disgustosi e impensabili per un paese considerato civile, mentre in Urss il razzismo era quasi completamente assente e duramente represso dalle autorità. La popolazione di colore è stata segregata, ha subito violenze e discriminazione, per non parlare dell’appoggio dato dagli Stati Uniti al Sudafrica razzista dell’Apartheid. Tutti questi elementi però non hanno mai incrinato nemmeno per un momento la fiducia totale e quasi divina con la quale i paesi del cosiddetto Occidente guardano agli Stati Uniti. Per un certo verso fin quando era in vita l’Urss lo si poteva anche capire, si trattava di una guerra tra blocchi e ideologie e l’Europa, volente o nolente, si trovava sotto l’ombrello della Nato. Con la caduta dei socialismi reali (sulle cui ingerenze Usa ci sarebbe da aprire un capitolo a parte) gli Stati Uniti hanno sostanzialmente perso ogni scusa: la democrazia delle democrazie non aveva più un “impero di male” a sfidarlo e quindi avrebbe dovuto ora mantenere le promesse e regalare la tanto attesa prosperità al mondo che ci volevano far credere essere resa impossibile dalla minaccia sovietica.

Come prevedibile però la fine dell’Urss non ha comportato maggior benessere, anzi. I diritti dei lavoratori in Europa hanno cominciato un lento ma inesorabile declino, il benessere non si è diffuso più di tanto se non tramite lo sviluppo di nuovi beni tecnologici cui però ha fatto da contraltare un’immane processo di parcellizzazione della ricchezza e di concentrazione di enormi quantità di denaro in poche mani. Le guerre non sono finite, anzi, dall’Iraq e dalla Jugoslavia fino all’11 settembre, all’ Afghanistan, ancora all’Iraq e poi alle Primavere Arabe e all’Ucraina, ci indicano come in realtà il mondo sia progredito verso il caos e verso un clima che prelude a una sempre più probabile Terza Guerra Mondiale. La “Doppia Morale” ancora oggi è in prima fila nella propaganda di guerra che i media hanno messo in campo per dare supporto diplomatico e morale agli interventi dell’Occidente ovunque nel mondo. Dalla Libia di Gheddafi fino alla Siria di Assad, i media hanno messo in atto un enorme e gigantesco martellamento quotidiano volto a individuare il “nemico” della libertà e della democrazia, il “cattivo” da dare in pasto all’opinione pubblica per far buttar giù il boccone della guerra. Un tempo non sarebbe stato possibile dal momento che le persone erano semplicemente più preparate, più solidali, più ricettive e non ciniche, deluse, e inebetite dalla Tv. Il cinismo individualista dell’occidentale medio porta i media ad aver successo nella loro analisi manichea e forzata degli eventi, eliminando quindi ogni ostacolo organizzato al dispiegarsi della macchina bellica. Così i soldati jihadisti che combattono contro Assad e hanno combattuto contro Gheddafi diventano “partigiani per la libertà”, viceversa i guerriglieri che combattono gli Stati Uniti in Afghanistan (vorremmo dire l’Isis ma i legami tra gli alleati Usa e questo movimento ci inducono a non farlo) e in Iraq diventano magicamente “terroristi”, ed è forse quello che Di Battista voleva dire in quel modo incauto e superficiale. Per lo stesso motivo Hollande dice che Assad non è un interlocutore affidabile contro il terrorismo, ma gli stessi terroristi sono stati interlocutori dell’Eliseo quando si trattava di lanciarli contro Gheddafi in Libia e Assad in Siria. E ancora, in Ucraina per i media del mainstream l’esercito di Kiev e i paramilitari neonazisti  che hanno preso il potere con quello che secondo le leggi internazionali si configura come un Golpe vengono presentati come “esercito regolare”, viceversa i separatisti della Repubblica Popolare del Donbass vengono appellati alla stregua di “terroristi” e “filorussi”, come se questo stesso appellativo li mettesse dalla parte del torto.

Gracchus Babeuf 

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