La fabbrica del terrorismo mondialeTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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La fabbrica del terrorismo mondiale

Parigi brucia come Beirut, Damasco, Baghdad, Tripoli, San’a, e Palestina. Il terrorismo mondiale non ha più colore né razza né religione è semplicemente terrorismo figlio legittimo, di chi l’ha fabbricato, e ora lo disconosce o almeno tenta di farlo.

lo sdegno e la condanna non bastano più, e non fanno ritornare i morti, ma devono farci riflettere. Appena ieri (12 novembre per chi legge, ndr) a Beirut, in un povero quartiere a maggioranza sciita, a una strada dal campo profughi palestinese di Burj Elbarajneh, per colpire il partito di Hezbollah che appoggia il governo siriano, due Kamikaze hanno fatto una strage di innocenti libanesi e palestinesi.

A Parigi un gruppo di banditi armati fa un’altra strage di innocenti. È La stessa malefica mente che pianifica, finanzia, arma e compie questi barbarici attentati in giro per il mondo, e chi sa come e quando si ferma.

Daesh o Isis, il cosiddetto stato islamico, proclamato due anni fa al confine tra Iraq e Siria, voluto e sostenuto dalle potenze occidentali, in funzione anti governo legittimo siriano. L’Isis rivendica le due stragi, mentre certi paesi occidentali e europei continuano a comprare il petrolio da chi fa le stragi! E ad avere solide relazioni politiche e commerciali con i paesi che finanziano i criminali dell’Isis, Qatar e Arabia Saudita, sostenuti e appoggiati dagli Usa.

La fabbrica del terrorismo mondiale ha perso la capacità di controllo sui mostri che ha creato, e questi, ora, vagano per le strade delle nostre città, con armi prodotte nei vari paesi occidentalie europei, vendute ai paesi alleati e date a questi criminali dell’Isis.

La lotta al terrorismo mondiale dovrebbe iniziare dove è stato creato il mostro, cioè in occidente. Prosciugare i finanziamenti e le casse dell’Isis, e bloccare e controllare le vendite di armi a paesi che non rispettano i diritti umani e sono poco democratici, come Turchia, Arabia Saudita, Qatar e Israele. In contemporanea iniziare un cambio di rotta culturale, basato sui diritti universali di libertà, uguaglianza e fraternità.

Fonte: Marx21.it

Bassam Saleh

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