La Ferrari e l'ultima bugia di "Pinocchio" MarchionneTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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La Ferrari e l’ultima bugia di “Pinocchio” Marchionne

Nemmeno due mesi fa il neo presidente della Ferrari Sergio Marchionne aveva giurato e spergiurato che non ci sarebbe stata alcuna integrazione con Fiat-Chrysler: “La Ferrari è nata e morirà italiana”. Ora però si parla di portare la sede fiscale della Ferrari in Gran Bretagna il che vorrà dire che la “Rossa” pagherebbe le tasse a Londra. 

Era settembre quando Sergio Marchionne, nuovo presidente della Ferrari, escluse in modo categorico ogni ipotesi di una integrazione con Fiat-Chrysler:La Ferrari è nata e morirà italiana. Se qualcosa venisse prodotto fuori da questo stabilimento sarebbe osceno, totalmente inconcepibile, se non nascesse qua non sarebbe più la Ferrari“. Eppure a distanza di pochi mesi ecco che rimbalza la notizia su giornali e internet che la Ferrari potrebbe spostare la sua sede fiscale in Gran Bretagna pagando così le tasse alla Regina. Certo, Marchionne potrebbe arrampicarsi sugli specchi sostenendo che sarebbero unicamente scelte finanziarie che non dovrebbero avere conseguenze sugli insediamenti produttivi della Ferrari in Italia. Peccato che la notizia della fuga fiscale in Inghilterra del marchio più famoso del made in Italy non potrebbe in alcun modo passare inosservata e sarebbe senz’altro la possibile premessa per una ulteriore “fuga”. La notizia arriva dagli Stati Uniti dove Marchionne sta illustrando ai banchieri americani i vantaggi del bond della Fca da 2,5 miliardi di dollari che verrà emesso entro la fine del 2014. A riferire l’indiscrezione anche l’agenzia Bloomberg anche se almeno per il momento il trasferimento della sede fiscale rimane solamente un’ipotesi. Secondo Bloomberg comunque il Cavallino potrebbe seguire la strada già imboccata da Fca: quotazione Usa, sede legale in Olanda e sede fiscale in Inghilterra. Inoltre Ferrari come marchio ha dei margini di profitto a dir poco elevati quindi non si riesce a capire come mai avrebbe il bisogno di ulteriori vantaggi fiscali sbarcando in Inghilterra. In molti temono che quello dello spostamento della sede fiscale sarà solo il primo passo prima di una fuga in toto del marchio. Insomma, da un lato Marchionne ha sempre aspramente criticato il funzionamento del sistema-paese Italia, dall’altro però lavora per pagare le tasse alle casse britanniche e non a quelle italiane.

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