La Fiom non si piega al ricatto della FiatTribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

La Fiom non si piega al ricatto della Fiat

Alla fine l’incontro tanto attesa tra Fiat e Fiom è andato male. Ora Landini chiede al Governo di far applicare la sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto illegittimo l’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori.

Photo Credit

Continua il braccio di ferro tra Fiat e Fiom, un braccio di ferro che non si interrompe nemmeno d’estate. Del resto le polemiche in seno al conflitto tra la società automobilistica torinese e il sindacato dei metalmeccanici della Cgil non accennano a spegnersi, e in questo senso l’incontro tra Fiat e Fiom dei giorni scorsi non ha di certo aiutato. Il faccia a faccia tra Fiat e Fiom è andato male. Fiat nei fatti non intende applicare la sentenza della Corte Costituzionale e ha riproposto come condizione il fatto che la Fiom riconosca l’accordo che non ha firmato. L’assurdo è che dovremmo riconoscere l’accordo che ci ha esclusi per poter avere i diritti che sono stati sanciti dalla Corte Costituzionale“, ha spiegato Maurizio Landini ai giornalisti proprio fuori dalla sede romana della Fiat dove si è svolto l’incontro.  La Corte Costituzionale infatti ha riconosciuto illegittimo l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori nella parte in cui afferma che i sindacati che non hanno firmato gli accordi non possono svolgere la loro attività nei luoghi di lavoro. Anche per questo la Fiom vorrebbe che fosse il Governo a far applicare la sentenza, senza chiedere interventi ad hoc a favore. “Il Governo di leggi a favore della Fiat ne ha fatte abbastanza, ne ha fatte incostituzionali e inutili. E’ urgente che il Governo convochi un tavolo, non solo perchè sono a rischio i diritti e le libertà del Paese, ma perchè continua ad essere incerto lo sviluppo della Fiat e dell’occupazione in Italia“, ha aggiunto. Come prevedibile non si è fatta attendere la risposta piccata della Fiat: “Le dichiarazioni del segretario della Fiom di oggi sono la testimonianza che è impossibile tenere rapporti normali con la sua organizzazione che peraltro non tiene alcun conto della posizione degli altri sindacati che rappresentano la maggioranza dei lavoratori della Fiat“. Insomma un atteggiamento sorprendente quello di Sergio Marchionne che mette la Fiom in una situazione paradossale: dover riconoscere l’accordo che ha escluso il sindacato per poter avere i diritti sanciti dalla Corte Costituzionale. 

 VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top