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martedì , 17 ottobre 2017
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La fiumana del progresso. Riflessione sulle nuove forme di contestazione

Dalle bracciate di Grillo tra Calabria e Sicilia al fallimento della manifestazione nazionale chiamata dal popolo della pagina facebook “Catena umana contro il parlamento”. Il comune denominatore è il progresso e la possibilità di esprimere una contestazione via web, con un mi piace.

Tratto da http://oltremedia.weebly.com/

La fiumana del progresso ha investito l’Italia. La fiumana del progresso ha fatto sì che il nostro paese sia il più grande contenitore di contestatori, da web.
Padroni della tastiera, padroni delle singole lettere stampate sul nero di un portatile windows o sul bianco di un apple.
“Mi piace”: questa la nuova arma, questo il nuovo indignarsi, questo il vero motore dell’italiano medio che ha paura, a cui non va di protestare. Mettendo “mi piace” si risolvono molte cose: vita, tempo sprecato a stare dietro a politici o movimenti, creare, organizzare. Mettendo “mi piace” su facebook si risolve il problema della partecipazione attiva alle questioni dello Stato, del Comune, del quartiere, della via in cui si abita.

“Mi piace”, risolve tutto. E così una pagina nata su facebook (“Catena umana contro il parlamento”) con lo scopo di organizzare una manifestazione nazionale in piazza Montecitorio, a Roma, contro i privilegi della casta che vantava quasi trentamila utenti, trentatrémila mi piace, ha fatto flop. Neanche quaranta persone.
Il giorno stesso “Il fatto Quotidiano” riprendeva la disfatta di organizzatori e partecipanti che erano accorsi, alcuni, veramente da tutta Italia. Molti, arrabbiatissimi, affermavano che l’Italia ormai è piena, appunto, di contestatori da tastiera.
Contestatori virtuali che poi faticano a trovarsi in piazza.
Ci vuole tempo, voglia, sacrificio per organizzare, dibattere e contestare, il “mi piace” è più rapido.
Da questa “manifestazione” il messaggio che arriva è chiaro: si potrà informatizzare la politica, si potranno mandare comunicati stampa via twitter, si potrà parlare con il popolo via facebook, ma l’unica via resta la strada.
Il territorio è la base di partenza, viene prima della rete. Ci si organizza guardandosi in faccia, scambiandosi opinioni, discutendo. L’obiettivo degli organizzatori della manifestazione del 29 Settembre scorso è chiaro: avere impatto mediatico, più che politico; qualunquismo, piuttosto che proposta.
Lo stesso atteggiamento mediatico che hanno le bracciate del leader del MoVimento 5 Stelle che ha dichiarato di voler essere un novello Garibaldi, solo che “lui non se l’è mica fatta a nuoto”.
Bracciata dopo bracciata, “mi piace” dopo “mi piace” si distrugge la coscienza critica e si crea passivizzazione delle masse.

Marco Piccinelli
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