La Germania e l'economia "come ragioneria"Tribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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La Germania e l’economia “come ragioneria”

L’economista e docente di Storia economica Giorgio Sapelli ha duramente criticato il comportamento della Germania e delle istituzioni europee nel corso delle trattative con la #Grecia. Secondo l’economista la Germania avrebbe deliberatamente cercato di cacciare la Grecia e applicherebbe l’austerità in modo fanatico e quasi religioso.

Si è compiuto ciò che era già scritto. Sono dei fanatici che fanno dell’austerità una religione: all’austerità può credere soltanto un professore della Bocconi, uno che non è un economista ma è un ragioniere“, queste le parole scelte da Giorgio Sapelli intervistato da Il Fatto Quotidiano che ha voluto dire la sua sulla difficile situazione della Grecia. In effetti il comportamento della Germania è apparso come minimo miope e intransigente nei confronti di Atene, al punto da lasciar pensare che per Merkel e soci quella dell’igiene dei conti sia una vera e propria religione da seguire in modo quasi irrazionale. Secondo Sapelli Berlino avrebbe cercato deliberatamente di “uccidere” la Grecia, cosa che sarebbe di certo accaduta se non si fosse tentato a tutti i costi di trovare una soluzione magari impedendo che la decisione ricadesse con i paesi ancora sprovvisti di Euro. Per la verità Sapelli va anche molto ma molto oltre, ad esempio accusando la Germania di voler di nuovo dominare l’Europa: “La questione greca comincia dalla Bosnia, passa dalla Macedonia, va in Grecia, poi finisce a Mosca o in Turchia. Ci sono buone ragioni per pensare che i tedeschi spalancheranno le porte alla vittoria dell’Isis”. Secondo l’economista infatti la destabilizzazione di Grecia e dei Balcani aprirebbe le porte a una possibile radicalizzazione di paesi come Macedonia, Kosovo, Bosnia e Montenegro.  Non solo, secondo lui l’intero meccanismo del debito che obbligherà i cittadini ellenici a stenti e disperazione andrebbe configurato come “un’arma di distruzione di massa”. Sapelli ha inoltre accusato la Germania di fare tutto questo non “per calcolo economico”, bensì solo per fanatismo ideologico: “Sono dei fanatici. Questa situazione riflette la disgregazione dell’ordine internazionale. Tutte le medie potenze regionali aspirano ad operare “stand alone“, da sole: i tedeschi sono convinti di poter andare avanti senza gli Stati Uniti e si alleano con i cinesi, gli inglesi anche, i russi hanno scelto da tempo la via dell’isolazionismo, i francesi sono gli unici che hanno ambizioni imperiali e ciò è dimostrato dal fatto che hanno cercato di aiutare i greci. Noi abbiamo perso una grande occasione e credo che Renzi rischi moltissimo”. La previsione dell’economista è però che l’atteggiamento teutonico porterà inevitabilmente anche alla fine dell’Europa unita: “Merkel porta a casa una vittoria di Pirro perché sarà costretta a fare un blocco economico del Nord. All’inizio si darà vita a un euro a due velocità. E questo segnerà la fine dell’Europa unita”.

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