La giravolta di Erdogan cambia la situazione in SiriaTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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La giravolta di Erdogan cambia la situazione in Siria

Ankara ha supportato attivamente i gruppi ribelli in Siria da diversi anni. Ora però le cose sembrano cominciare a cambiare dopo il golpe sventato subito da Erdogan, e la Turchia sembra aver deciso di cambiare approccio e di perseguire l’alleanza con la Russia. Questo porterà a inevitabili e tangibili cambiamenti sul campo in Siria. 

Da almeno cinque anni la Turchia ha scelto di destabilizzare il governo siriano e di appoggiare i gruppi armati che combattevano contro Assad in Siria. Tutto sembra essere cambiato dopo il golpe in Turchia subito da Erdogan che avrebbe fatto seguito a un riavvicinamento tra Ankara e Mosca. Secondo alcuni media tedeschi le autorità turche avrebbero chiuso l’unico confine con la Siria ancora aperto, quello con la provincia di Idlib, proprio dopo il fallito golpe subito da Erdogan. Questa sarebbe la prova di un cambiamento repentino in politica estera della Turchia che avrebbe ora deciso di cambiare il suo atteggiamento nei confronti dei ribelli, che in precedenza utilizzavano proprio il confine con la Turchia per ricevere rinforzi e materiali. Evidentemente Ankara ha ora deciso di cambiare nuovamente alleanze e di normalizzare la situazione con Damasco, soprattutto dopo che l’intervento militare russo ha scongiurato la possibilità di una imminente sconfitta da parte siriana. Proprio il 13 luglio il primo ministro turco Yildirim aveva detto di auspicarsi una normalizzazione nelle relazioni tra Russia e Israele. E guardacaso proprio nelle settimane successive, e proprio dopo il golpe fallito, ad Aleppo le forze governative siriane sarebbero ormai a un passo dalla vittoria totale, difficile non pensare che anche la Turchia abbia deciso di fare la sua parte in questo caso. E se la Turchia ha seriamente deciso di cambiare alleanze e di tornare al riavvicinamento con Mosca, probabilmente nelle prossime settimane assisteremo a nuove sconfitte dei ribelli in Siria.

Tribuno del Popolo

 

 

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