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sabato , 21 gennaio 2017
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La giustizia turca

La giustizia turca

Impressionanti le dichiarazioni dei manifestanti riportate da “Mattino Online” : Ho sentito la voce di una ragazza che supplicava: “Non ho fatto nulla, signore”, ma loro la picchiavano e lei pareva soffocare. Poi un agente in borghese le ha detto esattamente questo: “Ti sbatto per terra e ti violento, ora”. La risposta della ragazza, con un filo di voce: “Sì, signore”.

Photo Credit  (Reuters / Yannis Behrakis)

L’oppressione delle forze dell’ordine sulla gente continua, animata dalla sempre più insofferenza di Erdogan che dichiara: “La pazienza ha un limite” e si scaglia contro la popolazione, che dovrebbe rappresentare e proteggere, con accresciuta violenza. Gli scontri tra la polizia e i manifestanti si fanno sempre più duri e bestiali. Uomini che fanno parte della stessa popolazione, ma che si sentono una categoria a parte in virtù di una divisa che li chiama a un’automa obbedienza, si scaraventano contro i loro “fratelli nazionali” con, in aggiunta, una certa goduria.

La testimonianza di uno studente, Erkan Yolalan riportata da Mattino Online: -Mi trovavo alle nove di sera a Besiktas. Non facevo niente, non gridavo slogan, non buttavo pietre. Appena mi hanno visto mi hanno afferrato. E sono scivolato nell’inferno. Ogni poliziotto presente ha iniziato a prendermi a calci e pugni. Per 150 metri, fino al bus della polizia, tutti mi hanno picchiato, maledetto, insultato. Non finivano mai- continua-  Dentro il furgone le luci erano spente. Ho sentita la voce di una ragazza che supplicava: “Non ho fatto nulla, signore”, ma loro la picchiavano e lei pareva soffocare. Poi un agente in borghese le ha detto esattamente questo: “Ti sbatto per terra e ti violento, ora”. La risposta della ragazza, con un filo di voce, ci ha spezzato il cuore: “Sì, signore”. Poi ci hanno costretto, con altri arrestati, a gridare, tra una pioggia di botte: “Amo la polizia! Amo il mio paese!” Urlavano: “più forte, più forte!”, ci picchiavano, ci insultavano. Poi è arrivato un altro giovane. Venti agenti lo avevano attaccato. Non stava in piedi. Nel bus lo hanno ancora colpito alla testa con un casco. Non bastava. Gli hanno sbattuto il capo contro il finestrino. Perdeva sangue dalla testa. Era ammanettato. Hanno continuato a picchiarlo.

La versione ufficiale? La polizia è stata per prima attaccata e ha dovuto reagire per difesa. Un popolo di criminali inferociti, oppositori al governo, dei terroristi. I giovani sono stati portati davanti a un tribunale sotto la minaccia di appoggiare tale versione e se oseranno testimoniare la verità, saranno dichiarati colpevoli e condannati.

Glenda Silvestri

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