La grande confusione di FaustoTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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La grande confusione di Fausto

Dopo aver guidato Rifondazione Comunista per anni ed essere scomparso dalla scena dopo il disastro elettorale dell’Arcobaleno nel 2008, Fausto Bertinotti è tornato a parlare della sinistra e ha dato ragione al Movimento Cinque Stelle sostenendo che la Sinistra “si è suicidata”. Peccato che sia stato proprio lui a prendere quella via che oggi ha portato la sinistra radicale alla marginalità politica. 

Ve lo ricordate Fausto Bertinotti? L’uomo che definì il comunismo una “tendenza culturale” e che è sparito dalla scena dopo la clamorosa sconfitta patita dalla sinistra radicale nelle politiche del 2008, quando si arenò l’esperienza dell’Arcobaleno.  Ora Bertinotti ha avuto il coraggio di tornare per dire la sua sulla situazione politica: “La Sinistra è scomparsa, si è suicidata in un sistema politico istituzionale che è da buttare. Ha ragione il Movimento cinque stelle”, ha detto l’ex leader del Prc in un’intervista all’agenzia Dire. Secondo Bertinotti la crisi della sinistra sarebbe drammatica, ma l’ex leader della sinistra radicale è andato anche oltre: Vanno usati i termini propri. Si potrebbe parlare di una scomparsa della sinistra in Italia e di una crisi devastante in Europa. La sinistra per come l’abbiamo conosciuta e riconosciuta è arrivata alla fine di un ciclo. Tanto che oggi quella che c’è nelle istituzioni è parte di questa costruzione oligarchica della nuova Europa, cioè priva di qualsiasi connotato che la qualifichi come una forza di trasformazione e di cambiamento, di critica al capitalismo finanziario globalizzato e alla nuova costituente che il capitalismo finanziario globale sta realizzando in Europa. Lo si vede dall’accettazione del fiscal compact, piuttosto che dalla parità di bilancio, che sono i grandi dogmi liberali. In sintesi la sinistra è diventata liberale e quindi si è suicidata. Il problema allora non è quello della sua riforma ma della sua rinascita“. Che coraggio verrebbe da dire! Bertinotti assieme ad altri è stato il primo a smantellare quello che rimaneva dell’ideologia comunista e ha cercato di eliminare tutti quegli aspetti di sinistra che rischiavano di togliere consensi quando si inseguiva un ruolo da alleati del centrosinistra.  Uno dei principali responsabili della morte della sinistra quindi è anche lui, nonostante oggi a parole indichi che il futuro della sinistra si trova nelle forze “che vivono nella società, le forze del conflitto, della rivolta, della lotta, della protesta, della resistenza. Queste forze, dalla manifestazione della Fiom, alla No Tav alla costituente per i beni comuni, alle mille forme di occupazione di case“.  Non solo, Bertinotti ha anche detto di ritenere che il Movimento Cinque Stelle  ha visto ciò che la sinistra classica non ha visto, ovvero che “questo sistema politico istituzionale è da buttare“. Cioè Bertinotti se ne accorge solamente ora che è ridotto alla marginalità politica? Ora i partiti sono cattivi, ma quando lui era il segretario di Rifondazione Comunista? Insomma le solite parole pronunciate da sempre le solite persone, le stesse che, loro sì, sono i responsabili di aver dissipato un patrimonio politico e umano di voti solamente in nome dell’elettoralismo. E sono ancora lì a pontificare.

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