La Grecia di oggi rivela il carattere dell'Unione Europea di sempreTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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La Grecia di oggi rivela il carattere dell’Unione Europea di sempre

La Grecia di oggi rivela il carattere dell’Unione Europea di sempre

Ho squadrato ogni paragrafo dell’ “accordo greco” in tutte le lingue che la mia limitata intelligenza comprende. Sono, tuttavia, analfabeta nella lingua dell’Ellade e tra le poche parole che ho appreso nei viaggi che ho compiuto, una delle più sonore è OXI, gridata e votata il cinque di luglio dalla maggioranza schiacciante della popolazione ellenica.

Per questo, ammetto di poter non avere letto correttamente, ma non trovo altra parola per designare le misure approvate se non quella di una resa all’inqualificabile e abietta aggressione perpetrata dall’Unione Europea, questa organizzazione che pure ha esercitato fascino su progressisti, “estremisti di sinistra” e persino comunisti (o neocomunisti rinnovatori), dalle nostre parti.

Non faccio, non farò una valutazione morale dell’atteggiamento del governo greco, di Syriza, partito socialdemocratico di sinistra che detiene l’eventuale maggioranza parlamentare, e del suo primo ministro, Alexis Tsipras. Ma non c’è dubbio che si è trattato di una capitolazione. Si possono invocare le condizioni oggettive, il rapporto di forze, l’assenza di fattori esterni favorevoli, ma Tsipras non è stato eletto nel gennaio di quest’anno e ha vinto il referendum del 5 luglio, per firmare l’indegno terzo memorandum. Per questo, l’oligarchia greca e i potentati degli eurocrati sotto la guida della signora Merkel disponevano di Nuova Democrazia e del Pasok.
Chi è di sinistra in questo mondo dominato da una destra sempre più vorace nutre simpatia per un giovane leader politico che vede promettere pubblicamente di proseguire nella lotta per la sovranità del suo paese. Tuttavia, sarà difficile che questa promessa non sia defraudata, come già lo è stato l’impegno a rispettare la volontà sovrana del popolo espressa nel referendum del cinque luglio. Non è una questione di volontà o sincerità, ma di coscienza, preparazione politica, ideologica e organizzativa e prospettiva strategica, linea politica per affrontare la brutalità della dittatura monopolista-finanziaria degli eurocrati e del sistema imperialista in generale. E ancora, di capacità di indicare la prospettiva. Il capitale finanziario, come diceva Lenin, è un fattore talmente potente da sottomettere persino i paesi più indipendenti. La vita sta dimostrando che sottomette persino le forze che si definiscono di “sinistra radicale”.

L’Unione Europea e il sistema imperialista si sono messi a nudo nel caso greco. Ha rivelato, con il loro volto nudo e crudo, il proprio carattere retrogrado e parassitario. L’Unione Europea ha mostrato la sua natura di struttura al servizio del capitale, del collettivo delle potenze sfruttatrici, a detrimento degli interessi, delle aspirazioni e dei diritti dei popoli.

In assenza dell’ALCA e dell’ Accordo Multilaterale sugli Investimenti, che non non sono riusciti a compiere la loro vendetta nei confronti della lotta dei popoli, nel caso di  ALCA una lotta liberatrice condotta da leader del calibro di Fidel Castro e Hugo Chavez, l’Unione Europea è il prototipo dell’ “integrazione” imperialista, che nega e calpesta la sovranità nazionale, in un simulacro di democrazia e solidarietà.

Con il caso greco, l’Unione Europea si è rivelata quello che è sempre stata.

Se capitoleranno ai suoi ricatti, i lavoratori e i popoli saranno definitivamente sconfitti. Illusi, pure perderanno. In realtà questo era l’avvertimento dei partiti comunisti all’avvento dell’Unione Europea e posteriormente della zona euro. I partiti conseguenti avevano previsto scientificamente che la Grecia di oggi sarebbe stata il corollario dell’Unione Europea e della zona euro di sempre.

Ci sono momenti in cui si si impongono le soluzioni profonde, o almeno la loro preparazione. Il caso greco ha provato che nei confini dell’Unione Europea e della zona euro, la prospettiva dei lavoratori è la spoliazione e quella della sovranità dei paesi vulnerabili che fanno parte di questo meccanismo è la scomparsa.

Senza fare in astratto formulazioni massimaliste, non si può trascurare di segnalare che il mondo reclama l’esistenza di una sinistra conseguente che comprenda i nessi tra i movimenti tattici e l’obiettivo strategico. Ciò richiede scienza e arte, modestia e serenità, trasparenza e comprensione che tra i combattenti di avanguardia che non esiste altro progetto che non rivoluzionare il mondo e costruire una nuova società.

La lotta continua!

José Reinaldo Carvalho, editor di Vermelho (portale web del Partito Comunista del Brasile)

da www.zereinaldo.blog.br
Traduzione di Marx21.it

Fonte: Marx21.it

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